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mercoledì 14 Ottobre 2026

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Cronaca nera

Lombardia, 101 morti sul lavoro in 8 mesi: Uil chiede reato di omicidio

In Lombardia 101 morti sul lavoro in 8 mesi, Uil chiede reato di omicidio e misure più dure.

La Lombardia registra un drammatico aumento dei decessi sul lavoro, con 101 morti registrati nei primi 8 mesi del 2026. La Uil regionale ha lanciato un allarme, citando i dati dell’Inail, l’ente che monitora le denunce di infortuni e incidenti legati al lavoro. Il sindacato sostiene che si tratti di una vera e propria emergenza sociale ed economica, che richiede un intervento più incisivo da parte delle istituzioni.

Emergenza sul lavoro: un aumento preoccupante

Secondo i dati forniti, 76 persone sono morte direttamente sul posto di lavoro, con un incremento del 11,8% rispetto al 2025. Inoltre, il numero degli infortuni è cresciuto del 6,6%. Tra gli episodi segnalati, il 17,5% riguarda gli infortuni “in itinere”, ovvero quelli verificatisi nel tragitto casa-lavoro. Questa categoria, pur non avvenendo all’interno dell’azienda, rappresenta un problema significativo per la sicurezza dei lavoratori.

La Uil sostiene che non si tratti di fatalità, ma di crimine.

Antonio Albrizio, segretario generale della Uil regionale, ha dichiarato che la situazione non può più essere affrontata con appelli di circostanza. Secondo lui, quando la sicurezza viene sacrificata sull’altare del profitto, della velocità e dei subappalti a cascata, non si può parlare di incidenti inevitabili. Albrizio ha sottolineato che non si tratta di una fatalità, ma di un vero e proprio crimine, che richiede un intervento immediato e deciso.

Chiamata a reato di omicidio sul lavoro

La Uil ha avanzato diverse richieste, tra cui l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro nell’ordinamento nazionale. Albrizio ha sottolineato che è arrivato il momento che la politica nazionale prenda atto di questa realtà e introduca misure più dure. Tra le proposte, la sindacalista ha menzionato sanzioni esemplari, una procura speciale dedicata e l’interdizione immediata dagli appalti pubblici per le aziende che non rispettano le tutele dei lavoratori.

La sicurezza non deve mai essere sacrificata al profitto.

La Uil ha anche segnalato che tra i soggetti colpiti ci sono gli studenti impegnati nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, i Pcto. Secondo i dati, le denunce relative a questi percorsi “sfiorano” i 12.600 casi, pari al 24% del dato nazionale. Questo sottolinea come la situazione di sicurezza sul lavoro sia un problema che coinvolge diverse categorie di lavoratori, compresi i giovani.

  • 101 morti sul lavoro in 8 mesi in Lombardia
  • 76 decessi direttamente sul posto di lavoro
  • 17,5% di infortuni in itinere
  • Chiamata a reato di omicidio sul lavoro
  • Interdizione immediata dagli appalti per aziende inadempienti

La Uil ha ribadito che nessun bilancio aziendale può valere una vita umana. La situazione richiede un cambio di passo a livello nazionale, con misure più incisive per garantire la sicurezza dei lavoratori e prevenire ulteriori tragedie. La questione non è solo un problema di salute e sicurezza, ma anche di responsabilità sociale e economica, che deve essere affrontata con determinazione e coerenza.

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