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mercoledì 14 Ottobre 2026

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Lavoro e scuola

Occupazioni in aumento a Torino: studenti protestano per condizioni scolastiche e politiche governative

Studenti torinesi occupano licei per condizioni scolastiche e chiedono riorbitalizzazione fondi militari.

Da Torino si diffonde un’ondata di proteste e occupazioni in diversi licei della città, con una quindicina di istituti in agitazione. Gli studenti, mobilitati in modo strutturato e articolato, chiedono interventi urgenti per le condizioni strutturali delle scuole e la redistribuzione dei fondi destinati alle spese militari. La protesta, ispirata alle iniziative degli studenti francesi, ha visto l’occupazione di istituti come il Galileo Ferraris, il Boselli, il Berti, il Cattaneo, il D’Azeglio e il Majorana, con ulteriori sedi in agitazione a Chieri e in altre zone della città.

Occupazioni in aumento e richieste di intervento

La protesta, che si è intensificata nei giorni scorsi, ha visto l’occupazione di diversi licei, tra cui il Regina Margherita, che è ancora in agitazione con assemblee in più sedi. Gli studenti, in particolare, si concentrano sul tema delle condizioni strutturali delle scuole, spesso in situazioni oggettivamente inaccettabili. A Torino, la pioggia ha causato danni ai soffitti e ai muri di alcuni licei, come il Cattaneo, dove si sono verificate situazioni di emergenza.

La protesta si focalizza su condizioni scolastiche e politiche governative.

Le richieste degli studenti vanno oltre le condizioni materiali: chiedono che i fondi destinati alle spese militari vengano immediatamente dirottati sull’edilizia scolastica, con un riferimento diretto al genocidio in atto in Palestina. Inoltre, si contesta il decreto del governo sulla limitazione alla presenza di studenti stranieri nelle classi e le politiche governative che non mettono al centro gli studenti. La protesta, che si sta espandendo, punta a una grande manifestazione annunciata per venerdì 16.

Un movimento che si espande in tutta la città

Le occupazioni si estendono a diversi licei, tra cui il Giulio, l’Einstein, il Gioberti, il Primo Liceo Artistico e il Majorana di Moncalieri. A Chieri, sono in agitazione il Monti e il Vittone. Altri istituti, come il Sella Aalto Lagrange e il Convitto Umberto I, sono in autogestione coordinata con i professori. La particolarità di questa ondata di proteste è che, per il momento, solo Torino si sta muovendo in modo così strutturato e articolato in Italia, sull’onda delle proteste degli studenti francesi.

La protesta si espande in tutta la città, coinvolgendo diversi licei.

Le proteste, che hanno visto l’occupazione di diversi licei, sono accompagnate da assemblee e mobilitazioni. Gli studenti, attraverso le loro azioni, cercano di mettere in discussione le politiche governative e di richiamare l’attenzione sulle condizioni delle scuole. La protesta, che ha preso piede a Torino, potrebbe diventare un simbolo di una richiesta più ampia e nazionale, con un impatto significativo sul dibattito pubblico.

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