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mercoledì 14 Ottobre 2026

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Lo schiavo che truffava con ChatGPT: la truffa digitale dei recinti

Un uomo truffa online con l’aiuto di ChatGPT, mentre i recinti di truffa si espandono in Asia. La tecnologia e la geografia si uniscono in un sistema di frode globale.

Duncan Okindo, un uomo di ventisei anni, si trova a dover fronteggiare una cosa nuova: lo stigma di chi ha truffato, mentre quella vecchia da cui era scappato non è cambiata. I debiti di prima sono ancora lì, e in più riceve delle telefonate minatorie da persone che sospetta legate a quelle organizzazioni dei recinti. Sta scrivendo a un’agente immobiliare americana e le racconta di essere un allevatore di bestiame del Texas: ha venduto una parte della mandria, ha messo il ricavato in criptovalute, adesso cerca casa e ha fretta di investire. Scrive con le abbreviazioni giuste, le pause giuste, quel tanto di errori che rendono più vera una frase.

La truffa digitale dei recinti

Okindo non è l’unico a usare la tecnologia per truffare. L’industria dei recinti, come vengono chiamati i centri di frode online, si è sviluppata in aree dove lo stato non arriva, come in Myanmar, Cambogia e Laos. Questi luoghi, spesso controllati da milizie etniche, ospitano centri industriali dedicati alla truffa, dove uomini e donne vengono reclutati per ingannare vittime in tutto il mondo. La tecnologia gioca un ruolo cruciale in questa industria: ChatGPT e Starlink sono strumenti chiave per rendere la truffa più efficiente e difficile da riconoscere.

La versione gratuita di ChatGPT permette a Okindo di imitare il linguaggio di un allevatore texano o di un produttore di soia dell’Alabama. Questo gli permette di convincere le vittime a investire in criptovalute o a comprare proprietà immobiliari. L’AI generativa ha moltiplicato la produttività di ogni schiavo e ha cancellato l’unico segnale che permetteva alla vittima di capire di essere incappata in una truffa, cioè una frase fuori posto.

La geografia e la tecnologia

La geografia gioca un ruolo cruciale nella diffusione dei recinti. Questi centri si trovano in aree dove lo stato non arriva, come in Myanmar, Cambogia e Laos. In questi luoghi, le milizie etniche controllano i confini e offrono protezione ai recinti, che si sono trasformati in distretti industriali dedicati alla frode. La Thailandia, nel febbraio del 2025, ha tagliato elettricità, carburante e collegamenti verso i complessi oltre il fiume, ma i recinti si sono riorganizzati grazie alla connettività satellitare.

Starlink ha permesso ai recinti di mantenere la connessione e di continuare a funzionare. La tecnologia ha reso possibile la gestione di centri di truffa in zone remote, dove non arriva nessun cavo o operatore. L’industria dei recinti ha trasformato la truffa in un’attività economica completa, con reclutatori, intermediari, capisquadra e padroni che incassano restando nell’ombra. La truffa digitale è diventata un’industria globale, con centri di produzione in aree di confine e tecnologie che permettono di evitare il controllo statale. La connettività satellitare, come Starlink, ha reso possibile la gestione di centri di truffa in zone remote, dove non arriva nessun cavo o operatore. L’industria dei recinti ha trasformato la truffa in un’attività economica completa, con reclutatori, intermediari, capisquadra e padroni che incassano restando nell’ombra.

La truffa digitale è diventata un’industria globale, con centri di produzione in aree di confine e tecnologie che permettono di evitare il controllo statale. La connettività satellitare, come Starlink, ha reso possibile la gestione di centri di truffa in zone remote, dove non arriva nessun cavo o operatore. L’industria dei recinti ha trasformato la truffa in un’attività economica completa, con reclutatori, intermediari, capisquadra e padroni che incassano restando nell’ombra.

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