A Bari l’emergenza abitativa si fa sempre più preoccupante. Nel 2025 sono state registrate quasi 3mila richieste di esecuzione di sfratti, con un incremento del 3,83% rispetto all’anno precedente. Il dato emerge da un report del Sunia Puglia, che ha analizzato i dati forniti dal Ministero dell’Interno. L’associazione dei consumatori, che rappresenta gli inquilini, lancia un allarme per la situazione sempre più critica, che colpisce famiglie di ogni classe sociale.
Un aumento preoccupante degli sfratti per finita locazione
Secondo il segretario generale del Sunia, Nicola Zambetti, la crescita degli sfratti per finita locazione è particolarmente preoccupante. In Puglia, il numero di sfratti di questo tipo è passato da 513 nel 2024 a 1.173 nel 2025. “Gli sfratti per finita locazione sono richiesti da proprietari che, nell’inseguire la maggiore rendita, destineranno l’immobile alla locazione breve o al b&b, con la conseguente espulsione delle famiglie dalle città”, spiega Zambetti. L’esperto sottolinea che il fenomeno non riguarda solo nuclei familiari, ma ha conseguenze più ampie sul tessuto sociale e urbano.
La proprietà, come sottolinea Zambetti, deve svolgere una funzione sociale, come previsto dalla Costituzione. “La proprietà non può continuare a operare senza regole. Essere proprietari non significa poterla utilizzare contro gli interessi della collettività”, afferma. Il sindacato degli inquilini chiede un intervento urgente del Governo sul settore delle locazioni brevi, che, a loro parere, ha creato condomini e aree di città insicure, con costi della casa sempre più elevati anche per le famiglie proprietarie.
Un quadro regionale di emergenza abitativa
Il quadro regionale conferma la pressione sul sistema abitativo. In tutta la Puglia sono state presentate 4.845 richieste di esecuzione, mentre 758 sfratti sono stati eseguiti con l’assistenza della forza pubblica. A Bari, il numero di richieste di esecuzione è stato di 2.992, con 380 sfratti effettuati. Rispetto al 2024, il Sunia segnala un aumento del 6,52% a Bari e dell’8,81% nella provincia di Barletta-Andria-Trani. L’associazione chiede un intervento strutturale per risolvere la crisi abitativa, che include riforme del sistema fiscale delle locazioni, del catasto, dei salari e del mercato del lavoro.
Il Sunia richiama anche il ruolo delle agenzie sociali per la casa, che in Puglia sono state messe a disposizione dei Comuni con oltre due milioni di euro. A Bari, l’unica agenzia sociale per la casa ha già assistito l’ufficio comunale nell’assegnare circa 100 alloggi di edilizia pubblica. Tuttavia, il sindacato sottolinea che le agenzie non bastano da sole a risolvere la crisi. “Possono contribuire a ridurre il numero degli alloggi sfitti e a favorire contratti più stabili, ma servono interventi strutturali”, conclude Zambetti. La situazione, purtroppo, non mostra segni di miglioramento. Con l’aumento dell’inflazione e i salari bloccati da anni, i canoni sono insostenibili per tutti i ceti sociali. Il Sunia Puglia, attraverso il suo segretario generale, chiede un intervento immediato e strutturale per contrastare l’emergenza abitativa, che continua a colpire le famiglie e a mettere in pericolo la stabilità sociale delle città.



