Cora Corré, modella e attivista inglese, ha firmato una capsule collection per il brand Marella, un progetto che riflette il senso di giustizia e l’etica di cui ha ereditato da sua nonna, la stilista Vivienne Westwood. La collaborazione, annunciata il 15 ottobre 2026, si basa su principi di sostenibilità, sartorialità e una visione del mondo che unisce passato e presente. Cora, figlia di Joseph Corré e Serena Rees, e nipote di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood, ha scelto di realizzare questa collezione non solo come atto creativo, ma come responsabilità verso un’etica che ha radici profonde nella sua famiglia.
Un’eredità di sartoria e principi
La collaborazione con Marella nasce da un’idea condivisa: la sartorialità come base per un guardaroba senza tempo. Cora ha spiegato che il suo gusto per abiti strutturati e capispalla ben definiti si sposa con la filosofia del brand, che punta su pezzi di qualità e una produzione responsabile. «Nella sartorialità, il punto da cui parte il mio guardaroba», ha detto. «Giacche e capispalla strutturati sono la base attorno a cui costruisco ogni look, da indossare in modo informale oppure elegante». Questo spirito, ispirato da sua madre, che si vestiva per accompagnare Cora a scuola e subito dopo sedersi alle riunioni di lavoro, è diventato parte integrante della sua identità.
Il cappotto blu incarna le donne forti che Cora ha visto da bambina. Il pezzo a cui è particolarmente legata è un cappotto blu che evoca un trench militare vintage di sua madre. «Forse il cappotto blu», ha detto. «Si ispira a un trench militare vintage di mia madre, gliel’ho rubato tante volte e ancora oggi lo prendo in prestito quando non so cosa mettermi. Per me incarna le donne forti che guardavo come un modello da bambina». Questo pezzo, come molti altri nella capsule collection, rappresenta una connessione tra passato e presente, tra memoria e azione.
Etica, sostenibilità e un’eredità di giustizia
Cora ha sottolineato come la sua nonna Vivienne Westwood, a cui è legata da un forte senso di giustizia, abbia insegnato a non predire, ma a mostrare. «Etica e principi non sono una tendenza, o sono coerenti o non sono principi», ha detto. Questo spirito, che si traduce in un impegno per l’etica e la sostenibilità, è il cuore della sua collaborazione con Marella. «Mia nonna ripeteva spesso «compra meno, scegli bene, fallo durare»», ha ricordato. «Facendone un argomento a favore, non un’eccezione. Quelli di Marella sono capi archetipici, fuori dalle tendenze, sempre più personali quanto più a lungo li possiedi».
La sostenibilità non è un’eccezione, ma un principio. La collaborazione con Marella non è solo un progetto di moda, ma un atto di responsabilità. Cora, volto della The Vivienne Foundation, un’organizzazione che porta avanti le battaglie etiche della nonna, ha sottolineato come l’azione per il cambiamento climatico, la pace e i diritti umani non siano distinte, ma parte di un’unica visione. «L’economia globale trae profitto dai conflitti e da ciò che distrugge il pianeta, con conseguenze su ciascuno di noi. Per questo non riesco a sceglierne uno, nascono dalla stessa esigenza di trasformazione», ha concluso.
La capsule collection, composta da capispalla sartoriali, silhouette a clessidra e volumi avvolgenti, si ispira anche a un immaginario molto british, con un tartan che evoca la tradizione. Cora ha spiegato come evitare l’effetto nostalgia: «Un cappotto a quadri diventa costume solo quando è trattato come una dichiarazione sulla tradizione. La storia è qualcosa da riconoscere, da cui imparare e da cui partire per guardare oltre». Questa visione, che unisce passato e futuro, è il filo conduttore della sua collaborazione con Marella.



