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giovedì 15 Ottobre 2026

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Il crollo italiano in Champions League: quattro sconfitte e un record negativo

L’Italia subisce un crollo in Champions League con quattro sconfitte e un record negativo.

La Serie A esce con le ossa rotte dalla due giorni del torneo più importante del calcio internazionale: quattro sconfitte su quattro partite, guai a cercare consolazione nel fatto che la Roma ha sfiorato l’impresa con il Real Madrid per poi crollare sul traguardo come un Dorando Pietri qualsiasi. E’ stata una disfatta. AI ko dolorosi e ingiustificabili, per come sono venuti, di Inter e Napoli si sono sommate le cadute di Como e Roma. Entrambe spiegabili, ma in ogni caso indicative delle difficoltà che le nostre realtà vivono appena mettono il naso fuori dal confine del campionato.

Un record negativo per il calcio italiano

Il bilancio dopo i primi 180 minuti della stagione è disastroso: una vittoria, quella storica del Como nel debutto con il Lipsia, un pareggio strappato dalla Roma a Istanbul e ben 6 sconfitte. C’è un gap che l’Italia non riesce a colmare con il resto d’Europa, non solo quello ricchissimo della Premier League o delle corazzate di Spagna, Francia e Germania. Deve far riflettere che l’Inter sia stata presa a schiaffi dal Bruges, buona squadra ma nulla più, il Napoli abbia restituito al Villarreal un successo in Champions League che mancava da lungo tempo e che il Como sia stato sfiancato dal Feyenoord, battuto prima sul ritmo e poi nell’organizzazione che è il marchio di fabbrica di Fabregas.

La Roma e il Real Madrid: un crollo strutturale

A un quarto d’ora dalla fine della sfida con il Real Madrid, in doppio vantaggio (meritato), l’Olimpico stava vivendo la notte perfetta. Poi la fatica ha zavorrato testa e muscoli dei giallorossi e i cambi hanno marcato la differenza tra Gasperini, che ha dovuto affidarsi a Balerdi, Koulierakis e Pisilli (persi per infortunio Koné e Dybala e per esaurimento di forze e cartellini Mancini ed Hermoso), e Mourinho che dalla panchina ha pescato Endrick, Arda Guler, Bernardo Silva e pure quel Carlos Espì che sta diventando una sentenza. Morale, il Real Madrid si è preso la partita con tre calci d’angolo in otto minuti ma il cedimento della Roma è stato strutturale, non solo episodico.

Peccato perché avrebbe nobilitato una settimana che, invece, va agli archivi come la peggiore di sempre per la Serie A nella Champions League. La buona notizia è che si torna in campo subito. Quella cattiva è che fanno paura tutte le avversarie, anche se sulla carta sono quasi sempre di categoria inferiore.

Le squadre italiane e la strada in salita

Inter e Napoli hanno il dovere pratico e morale di rialzarsi subito e agguantare almeno gli spareggi, possibilmente da teste di serie per evitarsi un febbraio da incubo. Dell’Inter sorprende lo score delle ultime 8 di Chivu in Europa, con una sola vittoria e per il resto soltanto sconfitte, segno che le difficoltà sono strutturali e incompatibili con i proclami della società e dello spogliatoio. Anche il Napoli sembra aver disimparato come si sta in Champions League (8 punti nelle ultime 10 giornate) e Allegri a perso ormai da tempo il tocco magico, se è vero che ha battuto unicamente il Maccabi Haifa e incassato 8 stop e un pareggio quando in questi anni si è affacciato alla coppa maggiore.

Non era mai successo nella storia della Champions League e speriamo che non accada più, perché significherebbe sprofondare in un abisso ancor più buio di quello attraversato in questo momento dal calcio italiano. La strada per la seconda fase è in salita, ma la sfida è appena iniziata.

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