A Roma, nel quartiere Talenti, Crunch si distingue per una proposta di pizza che unisce tradizione e innovazione. Il locale, gestito da Federico del Moro e diretto dallo chef Matteo Lo Iacono, propone impasti realizzati con farine italiane, topping autoprodotti e abbinamenti creativi, accompagnati da vini, birre e cocktail signature. L’idea è quella di mantenere la pizza accessibile e riconoscibile, senza rinunciare alla sperimentazione. L’obiettivo dichiarato è creare un format che soddisfi il gusto di tutti, a metà strada tra una pizzeria di quartiere e un posto dove gustare un’esperienza gastronomica contemporanea.
Un mix di tradizione e contaminazioni internazionali
La cucina di Crunch si basa sulla pizza tonda romana, sottile e croccante, ma si distingue per una proposta che spazia tra ingredienti italiani e suggestioni internazionali. Lo chef Matteo Lo Iacono, con esperienze maturate in strutture di alto livello, porta un’attenzione particolare alle materie prime e alle tecniche di lavorazione. L’impasto, realizzato con farina tipo 1 ottenuta da grani 100% italiani e arricchita da una quota di farro, ha un’idratazione del 60% e un peso di 180 grammi. La lavorazione manuale preserva la struttura dell’impasto, garantendo una consistenza asciutta e un morso netto.
La carta delle pizze si sviluppa su una base di impasto tradizionale, ma si arricchisce di condimenti articolati e creativi. La Cotto Nostrano, ad esempio, utilizza un prosciutto cotto preparato direttamente dallo chef, abbinato a pomodoro San Marzano Dop, melanzane grigliate e marinate, stracciatella di bufala, scorza candita di limone di Rocca Imperiale, crumble di olive e pomodorini confit. Altre versioni, come la The Next Diavola e l’Amatriteo, rileggono ricette classiche con ingredienti insoliti, come cachi dei Castelli Romani, chorizo iberico de bellota, rucola baby, uovo marinato alla soia, tabasco e olio di Itrana al peperoncino in agrodolce.
Antipasti e fritti: due percorsi diversi
La proposta degli antipasti si articola in due sezioni: la No Fry Zone e la Fry Zone. La prima si allontana dal tradizionale binomio pizza e fritti, mentre la seconda mantiene alcuni classici della pizzeria. Tra le proposte della No Fry Zone c’è lo Spiebab, un piatto di scottona nazionale e guanciale di Patanegra cotto ai carboni, accompagnato da senape, miele, maionese all’aglio infornato e melissa. Il Pastramisando, invece, combina pan brioche, verza stufata, brisket di manzo laccato al miele, salsa barbecue, crumble di olive Leccino e ketchup di peperone rosso.
La Fry Zone offre invece il supplì classico, preparato con riso Carnaroli mantecato al pomodoro San Marzano, burro salato, parmigiano reggiano stagionato 18 mesi, fior di latte e basilico, e la crocchetta di patate di Avezzano con parmigiano e provola affumicata. L’attenzione alla riduzione degli sprechi e alla qualità delle materie prime è un valore fondamentale per la cucina di Crunch.
Il locale offre anche una selezione di vini, birre e cocktail signature, pensati per accompagnare le diverse preparazioni. L’esperienza da Crunch si muove tra una base tradizionale, una cucina che guarda a più culture gastronomiche e un servizio pensato per un pubblico ampio. «La pizza, cibo popolare per eccellenza, deve essere vicina a chiunque», afferma lo chef Matteo Lo Iacono. La genesi di Crunch risiede proprio nella realizzazione di un format che strizzi l’occhio a tutti i pizza lovers, a metà strada tra una pizzeria di quartiere e un posto dove gustare un’ottima contemporanea.



