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giovedì 15 Ottobre 2026

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La solitudine nella moltitudine e la crisi delle relazioni moderne

Matteo Lancini analizza la crisi delle relazioni sentimentali tra le nuove generazioni, sottolineando la solitudine nella moltitudine e la difficoltà a esprimere emozioni.

Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, ha sottolineato come le nuove generazioni si trovino a fare i conti con una sensazione di solitudine nella moltitudine, un fenomeno che ha radici nella crisi delle relazioni sentimentali. Secondo Lancini, la difficoltà a costruire legami profondi e duraturi non riguarda solo l’amore, ma interroga il modello di società in cui crescono i giovani. La sua analisi, presentata nel libro A volte ti amo, si basa su osservazioni dirette con adolescenti e giovani adulti, che spesso si trovano a dover gestire emozioni complesse e relazioni frammentarie.

La crisi delle relazioni e l’interdipendenza

La società moderna ha educato i giovani a essere autonomi, a non provare emozioni che possano disturbare la loro indipendenza. Tuttavia, Lancini sottolinea che l’essere umano nasce dipendente e che l’interdipendenza è una condizione naturale. «Possiamo essere davvero autonomi soltanto quando riconosciamo la nostra interdipendenza, cioè il fatto che abbiamo bisogno degli altri e che gli altri hanno bisogno di noi», ha spiegato. Questo concetto, però, è spesso negato o distorto, portando a relazioni superficiali e a una mancanza di legittimazione delle emozioni.

Secondo Lancini, le emozioni negative non devono essere eliminate, ma riconosciute e comprese. «Non sono emozioni da eliminare: sono esperienze da riconoscere e comprendere», ha sottolineato. I ragazzi, spesso, imparano a nascondere le loro emozioni o a esprimerle solo quando diventano difficili da contenere. Questo fenomeno, in parte, è dovuto al modo in cui gli adulti reagiscono alle emozioni dei giovani. «Se un ragazzo non ha avuto la possibilità di esprimere le proprie emozioni, di sentirsi ascoltato quando era triste o impaurito, può arrivare impreparato al momento in cui una relazione finisce», ha aggiunto Lancini.

La comunicazione e la relazione moderna

La comunicazione, inoltre, è cambiata con l’uso del telefono e delle app. La relazione tra i ragazzi si basa spesso su una comunicazione asincrona, che permette di controllare la propria disponibilità. «Tra i ragazzi può persino valere l’idea che rispondere subito a un messaggio significhi mostrarsi troppo interessati, apparire deboli o far capire all’altro quanto ci teniamo», ha osservato Lancini. Questo modello di comunicazione, però, rende più difficile costruire relazioni sincere e durature.

«Il punto è che, se il bisogno affettivo viene percepito come una debolezza e l’altro come qualcuno di cui diffidare, diventa più difficile costruire una relazione nella quale ci si possia mostrare per quello che si è», ha sottolineato Lancini. La mancanza di legittimazione delle emozioni, unita a una comunicazione frammentaria, ha portato a una crisi delle relazioni sentimentali, che non riguarda solo i giovani, ma anche il modo in cui gli adulti interagiscono con loro. La solitudine nella moltitudine non è un fenomeno isolato, ma un segnale di una profonda trasformazione sociale. Lancini ha anche sottolineato che la difficoltà a costruire relazioni non riguarda solo l’amore, ma interroga il modello di società in cui crescono i giovani. «Crescere non significa imparare a non avere bisogno di nessuno. Significa imparare a stare in relazione senza perdere se stessi», ha concluso.

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