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venerdì 16 Ottobre 2026

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Scienza

La forma asimmetrica di Wasp-17b rivela nuove proprietà atmosferiche

Ricerche su Wasp-17b rivelano una forma a uovo, grazie a nuove tecniche di analisi.

Un team internazionale di ricercatori ha rivelato per la prima volta la forma asimmetrica dell’atmosfera di Wasp-17b, un gigante gassoso situato a circa 1.300 anni luce dalla Terra. Grazie a osservazioni del telescopio James Webb e a un nuovo metodo di analisi chiamato transit mapping, i ricercatori hanno ricostruito la silhouette del pianeta, che presenta una forma simile a un uovo. Questo risultato, pubblicato su Nature Astronomy, apre nuove prospettive per lo studio delle proprietà atmosferiche degli esopianeti.

Una forma non perfettamente sferica

Wasp-17b, noto come “puffy planet”, mostra una silhouette non uniforme, con un lato più allungato dell’altro. Questa caratteristica è dovuta alle correnti a getto lungo l’equatore, che trasportano calore e materia dal lato diurno, costantemente irradiato dalla stella, a quello notturno, perennemente in ombra. Questa circolazione atmosferica contribuisce a determinare la forma ovoidale del pianeta. La tecnica del transit mapping ha permesso di mappare le variazioni del raggio del pianeta lungo il suo contorno. I ricercatori hanno utilizzato questa metodologia per analizzare le proprietà atmosferiche punto per punto, rivelando la presenza di rigonfiamenti e variazioni di raggio in diverse regioni del pianeta.

Conferme teoriche e nuove scoperte

I risultati dello studio confermano le predizioni teoriche e i modelli di simulazione, mostrando come l’intensa radiazione stellare e le correnti che ne derivano plasmino l’atmosfera del pianeta. Inoltre, i ricercatori hanno rilevato la presenza di molecole come l’acqua e l’anidride carbonica distribuite in modo uniforme lungo tutto il lembo atmosferico. La forma asimmetrica del pianeta è il risultato di una circolazione atmosferica intensa e complessa. Questa caratteristica è particolarmente evidente nei pianeti in rotazione sincrona, che orbitano estremamente vicini alla propria stella e presentano un lato costantemente illuminato e uno perennemente in ombra.

«Il primissimo utilizzo di questa nuova tecnica mostra che la nostra comprensione di questi pianeti è corretta e che i diversi metodi a disposizione per studiarli restituiscono risultati concordanti», conclude Lili Alderson, ricercatrice alla Cornell University e prima autrice della ricerca. «In questo senso, le prospettive future sono molto promettenti: nei prossimi anni, infatti, queste tecniche ci permetteranno di studiare in profondità molti altri pianeti». La mappatura della silhouette di Wasp-17b ha anche rivelato la presenza di una “gemma” nella fascia equatoriale del lato notturno del pianeta, dove potenti venti trasportano il calore dal lato diurno a quello notturno, provocando un rigonfiamento dell’atmosfera. Questo ha portato a una forma asimmetrica e allungata, simile a un uovo.

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