Giorgia Meloni ha lanciato un attacco diretto contro Donald Trump e Vladimir Putin durante un dibattito in parlamento, puntando a smascherare il filoputinismo dell’ex generale Roberto Vannacci. La premier, con un tono perentorio, ha chiesto «a chi risponde?» all’ex alto dirigente di FdI, mettendo in luce le posizioni contraddittorie del gruppo di governo. L’attacco, che ha suscitato reazioni anche all’interno del centrodestra, è arrivato dopo che il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari ha spinto per un voto chiaro sul dossier relativo alle forniture di gas russo, un tema sensibile nel dibattito europeo.
La strategia di Fazzolari per smascherare Vannacci
Il sottosegretario Fazzolari, braccio destro di Meloni, ha inoltrato una risoluzione nelle chat di Fratelli d’Italia con toni perentori, mirata a far emergere pubblicamente le posizioni sottovoce del partito. L’obiettivo era far venire a galla il dibattito interno su chi, all’interno del governo, sostenga le politiche di Vannacci. «Non è alternativa» a quella canonica, «ma tocca un punto preciso per delle precise ragioni», ha spiegato Fazzolari. La risoluzione, che condanna gli attacchi alle raffinerie russe, è stata vista come un tentativo di smascherare il «filo-putinismo» dell’ex generale, un tema che ha suscitato tensioni anche all’interno del centrodestra.
La risoluzione di Futuro Nazionale ha suscitato reazioni immediate, con il ritornello politico «Vogliono difendere solo Mosca?» che ha trovato spazio nel dibattito. Alla fine, il voto dei vannacciani è arrivato, ma con un distinguo del generale stesso: «L’Europa è masochista». L’affermazione ha suscitato polemiche, con Meloni che ha chiesto in Aula «quali interessi difendano» i sostenitori di Vannacci. L’attacco alla Russia, in particolare sul gas, è stato visto come un tentativo di mettere in discussione le posizioni di un esponente del governo, pur rimanendo all’interno dei limiti del centrodestra.
La reazione di Vannacci e il distinguo del generale
La strategia di Meloni, che ha spinto per un attacco chiaro a Trump e Putin, ha anche provocato la fuga in avanti di Matteo Salvini, che ha espresso preoccupazioni per le posizioni del governo. L’attacco al presidente USA e al leader russo è stato visto come un modo per mettere in discussione le scelte di Vannacci, ma anche per rafforzare la posizione del centrodestra nel dibattito europeo. La premier, con il sostegno di Fazzolari, ha cercato di far emergere una posizione chiara, pur rimanendo all’interno dei confini del partito.
La discussione ha visto anche l’intervento di Lucio Malan, che ha inoltrato la risoluzione con toni perentori, cercando di spingere il gruppo a prendere una posizione netta. L’ufficio studi di FdI ha spedito a tutti gli eletti un dossier riservato per «smontare la retorica del gas russo a basso costo», spiegando che le forniture non ridurrebbero il prezzo del gas, ma arricchirebbero Mosca. L’attacco a Vannacci, dunque, non è solo un dibattito interno, ma un tentativo di rafforzare la posizione del governo nel dibattito europeo.
La situazione ha visto anche l’emergere di una tensione interna al centrodestra, con il dibattito su chi sostenga le politiche di Vannacci. La premier, con il sostegno di Fazzolari, ha cercato di far emergere una posizione chiara, pur rimanendo all’interno dei confini del partito. L’attacco a Trump e Putin è stato visto come un modo per mettere in discussione le scelte di Vannacci, ma anche per rafforzare la posizione del governo nel dibattito europeo.



