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domenica 20 Settembre 2026

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Vannacci attacca Meloni: «Non consegnare il paese alla sinistra, altrimenti non vengo a prostrarmi»

Vannacci critica Meloni e chiede un futuro diverso per il paese, durante convegno a Orvieto.

Il generale Roberto Vannacci ha lanciato un forte attacco contro Giorgia Meloni durante il convegno di Orvieto ‘26, accusandola di voler consegnare il paese alla sinistra piuttosto che allearsi con lui. «Darà il paese alla sinistra piuttosto che allearsi con me», ha detto Vannacci, riferendosi a una critica che ha suscitato reazioni forti nella platea. L’evento, organizzato da Futuro Nazionale, ha visto il generale presentare il suo programma e rispondere con battute e mezze frasi alle obiezioni che gli erano state mosse. Vannacci ha anche sottolineato il suo impegno per il patriarcato mediterraneo e la difesa dei valori tradizionali.

Un’alternativa al centrodestra annacquato

Vannacci ha sottolineato come il centrodestra, a suo avviso, non abbia una strategia chiara e che la leadership non sia in grado di guidare il paese in modo efficace. «Meglio perdere che vincere con Vannacci, questa è la strategia di questo centrodestra annacquato», ha detto, mostrando uno stralcio del programma di Otto e mezzo. L’attacco a Meloni è stato diretto, ma non privo di una certa ironia: «Nessuno mi dica che se non mi vado a prostrare a Meloni lascio il paese alla sinistra, è lei che ha già pianificato di lasciare il paese in mano alla sinistra», ha aggiunto.

Il generale ha anche risposto alle critiche di alcuni manifestanti che lo hanno contestato fuori dalla sala, affermando che «se chiedono che io non ci sia, possono manifestare all’infinito». Ha inoltre sottolineato che non è un filorusso, ma un servitore dell’Occidente, avendo ricevuto la massima onorificenza americana. Vannacci ha inoltre difeso il ritorno alla politica di Gianni Alemanno, dopo aver scontato la pena in carcere.

Un patriarcato mediterraneo e una critica al femminicidio

Durante il convegno, Vannacci ha anche esposto le sue idee su temi sociali e culturali, sottolineando l’importanza del «patriarcato mediterraneo» come modello di famiglia. «Rispetto, dovere, sacrificio, determinazione, fedeltà» sono le parole chiave che ha usato per descrivere il concetto di famiglia che, a suo avviso, ha permesso al paese di raggiungere i successi del passato. Ha anche criticato il reato di femminicidio, sostenendo che non si debba demonizzare il maschio in quanto tale, ma riconoscere il valore della famiglia e dell’uguaglianza.

Vannacci ha inoltre espresso una posizione chiara sulla legge sull’antisemitismo, affermando che non voterà contro per motivi religiosi, ma per difendere i principi di uguaglianza tra credenti. «Non possiamo far passare il principio che offendere un ebreo sia più grave che offendere altri credenti», ha detto, rafforzando la sua visione di un’identità nazionale basata su valori universali. Concludendo il suo discorso, Vannacci ha rivolto un appello alla platea, chiedendo il sostegno per il suo partito. «L’unico voto utile è quello per Futuro Nazionale», ha detto, ricevendo applausi. L’evento ha visto anche un momento di confusione, con Chicco Costini che lo ha chiamato erroneamente presidente del consiglio invece che presidente del partito.

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