La deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Campo ha chiesto alla Regione Siciliana di chiarire l’iter autorizzativo dell’impianto per il trattamento, recupero e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi nelle ex cave di Stallaini, a Noto, nel Siracusano. Il progetto, in esame alla Commissione Ambiente dell’Ars, ha suscitato preoccupazioni per la tutela del patrimonio naturalistico e per la trasparenza del processo decisionale. Campo ha sottolineato l’importanza di verificare ogni passaggio amministrativo e di rendere disponibili gli atti, in un contesto di grave incertezza rispetto all’operato della Commissione Tecnica Regionale (CTSR), presieduta da Gaetano Armao.
Iter autorizzativo complesso e cambi di opinione
L’iter autorizzativo dell’impianto di SoAmbiente ha seguito un percorso complesso, con una serie di cambiamenti di opinione. La Commissione Tecnica Regionale aveva inizialmente espresso un parere negativo sulla proroga della valutazione ambientale, ma dopo una sentenza del TAR che ha annullato il diniego, sono arrivati nuovi provvedimenti favorevoli, culminati in un parere positivo nel giugno scorso. Campo ha sottolineato che, nonostante il cambio di posizione, è necessario fare luce su eventuali irregolarità e garantire una valutazione rigorosa, soprattutto in considerazione di una circostanza emersa da recenti vicende giudiziarie.
SoAmbiente e il rischio di infiltrazioni
SoAmbiente, società che in passato è stata destinataria di un’interdittiva antimafia superata nel 2017, presenta il progetto come un recupero ambientale delle ex cave di Stallaini. Tuttavia, Campo ha evidenziato che dagli atti emerge una discarica per lo smaltimento di rifiuti non pericolosi, ma con una vasca destinata anche a materiali contenenti cemento-amianto. Questo aspetto ha sollevato preoccupazioni, poiché potrebbe comportare rischi per le acque e i corsi d’acqua locali. La deputata ha sottolineato che la parola “recupero” non basta a rendere innocuo un progetto di queste dimensioni, e che è indispensabile un esame scrupoloso delle caratteristiche delle vasche, delle misure di impermeabilizzazione e delle garanzie contro eventuali infiltrazioni.
La tutela del patrimonio naturalistico non può essere subordinata a interessi di alcun genere. Campo ha ribadito che non si formulano accuse, ma si chiede trasparenza e una verifica completa dell’intero iter amministrativo, in un contesto di grave incertezza rispetto all’operato della CTS durante la guida di Gaetano Armao. L’assessore regionale all’Ambiente, Giuseppe Colianni, ha chiarito in commissione che terrà in considerazione le richieste del territorio e la richiesta di riesaminare le autorizzazioni, in quanto hanno superato i 12 anni. Questo rinnovo, in pratica, rappresenterebbe una nuova autorizzazione, e quindi è necessario un controllo attento per garantire la conformità alle normative ambientali.
La presenza di una vasca destinata a materiali contenenti cemento-amianto rende indispensabile un esame particolarmente scrupoloso. La deputata ha sottolineato l’importanza di verificare le caratteristiche delle vasche, le misure di impermeabilizzazione e contenimento, le garanzie contro eventuali infiltrazioni e le possibili ripercussioni sui corsi d’acqua e sulle sorgenti. La tutela del Parco Naturale Cavagrande e delle sue acque non può essere compromessa senza garanzie assolute. Campo ha ribadito che il progetto, pur presentato come recupero ambientale, deve essere sottoposto a un esame completo e trasparente, in modo da garantire la sicurezza del territorio e la salute dei cittadini.



