Contaminazione del petto di pollo: batteri patogeni trovati in 10 su 16 confezioni
La rivista svizzera K-Tipp ha condotto un test su 16 confezioni di petti di pollo, rilevando batteri patogeni in 10 prodotti. Solo 6 confezioni sono risultate pulite. Tra i batteri trovati, il Campylobacter è stato identificato in 9 confezioni, mentre in 3 sono stati rilevati batteri resistenti agli antibiotici. Questi ultimi rappresentano un rischio significativo per la salute, in quanto possono trasmettere la resistenza agli antibiotici ad altri batteri.
La presenza di batteri patogeni nel petto di pollo rimane un problema non risolto. Il Campylobacter, in particolare, è responsabile di infezioni gastrointestinali e ha causato 8.645 casi in Svizzera nel 2025. I prodotti contaminati provengono da diversi Paesi, tra cui Svizzera, Germania, Francia e Ungheria. Tra i prodotti analizzati, alcuni sono stati acquistati da grandi catene come Denner, Lidl e Migros, che hanno dichiarato di sottoporre i propri prodotti a controlli regolari.
Resistenza agli antibiotici: un rischio crescente
I batteri resistenti agli antibiotici sono stati trovati in tre confezioni di petto di pollo provenienti dall’estero. In particolare, sono stati rilevati E. coli produttori di ESBL in fettine “Schnitzel Poulet” acquistate da Migros, nel prodotto “Pouletbrust XXL” proveniente dai Paesi Bassi venduto da Denner e nelle fettine “Carnesi Pouletbrust” provenienti dalla Germania acquistate da Lidl. Questi batteri possono causare infezioni intestinali e delle vie urinarie difficili da trattare. La resistenza agli antibiotici rappresenta un problema crescente, legato all’uso eccessivo di antibiotici negli allevamenti. Gli allevamenti biologici, sebbene limitati a 2.000 animali per capannone, non sono esenti da rischi. Inoltre, il consumo di antibiotici negli allevamenti avicoli è diminuito del 40% dal 2016, ma la presenza di batteri resistenti persiste.
Le normative e le misure di sicurezza
Aligro ha richiamato la normativa alimentare, sottolineando che la presenza di Campylobacter nel pollo non impedisce la vendita. Tuttavia, i produttori hanno affermato che i batteri individuati non indicano una qualità insufficiente del prodotto. Per ridurre i rischi, è fondamentale rispettare le norme igieniche durante la preparazione della carne. I prodotti non contaminati sono stati trovati in confezioni acquistate da Coop, Aldi, Spar e Volg. La cottura completa del pollo è essenziale per ridurre i rischi di infezioni. È consigliabile non sciacquare il pollo prima della cottura, per evitare la diffusione dei batteri in cucina. Inoltre, è importante lavarsi le mani e pulire i piani di lavoro con acqua calda e detersivo.
Allevamenti e uso di antibiotici
In Svizzera, negli allevamenti convenzionali possono essere ospitati fino a 24.000 polli in un singolo capannone, mentre negli allevamenti biologici il limite è di 2.000 animali. Gli allevamenti biologici permettono ai polli di uscire all’aperto, mentre negli allevamenti convenzionali solo un pollo su cinque ha accesso quotidiano a un recinto esterno. Dal 2019, i veterinari devono registrare elettronicamente ogni uso di antibiotici negli allevamenti avicoli. La riduzione dell’uso di antibiotici negli allevamenti ha contribuito a una diminuzione della presenza di batteri resistenti. Tuttavia, il problema del Campylobacter persiste, richiedendo ulteriori controlli e misure preventive per garantire la sicurezza alimentare.



