Un farmaco sperimentale, denominato VG-3927, ha superato i primi test clinici in una sperimentazione condotta su 115 partecipanti, tra volontari sani e persone con Alzheimer. Il composto, somministrabile per via orale, è progettato per attivare le cellule immunitarie del cervello, con un bersaglio specifico nel recettore TREM2, presente sulla microglia. I risultati mostrano una buona tollerabilità e la capacità del farmaco di raggiungere il sistema nervoso centrale, senza dimostrare però effetti diretti sulla memoria o sul deterioramento cognitivo.
Il ruolo del recettore TREM2 e la sua attivazione
Il recettore TREM2 è un elemento chiave nella risposta immunitaria del cervello, contribuendo alla protezione dei neuroni e alla rimozione di materiale cellulare, tra cui la proteina beta-amiloide. Alcune varianti genetiche che riducono la funzionalità di TREM2 sono associate a un aumento del rischio di sviluppare l’Alzheimer a esordio tardivo. Il farmaco VG-3927, appartenente a una classe di piccole molecole progettate per attivare TREM2, ha dimostrato una risposta misurabile di un indicatore biologico della sua attività.
Nei test in vitro e su modelli animali, VG-3927 ha ridotto la produzione di citochine infiammatorie e migliorato la capacità delle cellule immunitarie di rimuovere la beta-amiloide. Inoltre, il farmaco ha mostrato una buona capacità di penetrare nel sistema nervoso centrale, con un rapporto tra la concentrazione nel liquido cerebrospinale e quella plasmatica libera pari a 0,91. I ricercatori hanno osservato una riduzione della concentrazione di TREM2 solubile nel liquido cerebrospinale, proporzionale alla dose somministrata, interpretata come un indicatore dell’interazione con il bersaglio biologico.
La tollerabilità e la distribuzione del farmaco sono risultate positive
Il farmaco è risultato ben tollerato nelle condizioni studiate e le analisi farmacocinetiche hanno indicato caratteristiche compatibili con una somministrazione una volta al giorno. Inoltre, la distribuzione del composto nell’organismo ha mostrato una buona capacità di penetrare nel sistema nervoso centrale, con un rapporto tra la concentrazione nel liquido cerebrospinale e quella plasmatica libera pari a 0,91.
Confronto con anticorpi diretti contro TREM2
Un confronto sperimentale con un anticorpo diretto contro TREM2 ha evidenziato una differenza: mentre la piccola molecola riusciva ad attivare la microglia nelle aree circostanti le placche amiloidi, l’anticorpo utilizzato nello studio non mostrava lo stesso effetto. Gli autori ipotizzano che gli anticorpi possano essere intercettati dalla forma solubile del recettore TREM2, limitando la loro efficacia. Questo risultato suggerisce un potenziale vantaggio del farmaco sperimentale rispetto a approcci tradizionali. Lo studio di fase 1, condotto da un gruppo di ricerca guidato da Borislav Dejanovic e Christian Mirescu, con la partecipazione di Marco Colonna, ha valutato la tollerabilità, la distribuzione del farmaco e l’attività sul bersaglio molecolare, senza valutare gli effetti sulle capacità cognitive. Per stabilire se l’attivazione di TREM2 possa tradursi in un beneficio terapeutico, saranno necessarie ulteriori sperimentazioni cliniche.



