La povertà assoluta non mostra segni di riduzione nel nostro Paese, rimanendo pressoché stabile rispetto al 2024. Secondo l’Istat, nel 2025 sono 5,4 milioni le persone in condizioni di povertà assoluta, con un incremento di quasi due punti percentuali rispetto al 2015. Tra di loro, oltre 1,13 milioni sono bambini e ragazzi, con un’incidenza che passa dal 9,4% al 12,5% tra i minori. Il fenomeno, pur rimanendo stabile a livello nazionale, segna un aumento significativo nel Mezzogiorno, dove quasi un adolescente su cinque vive in condizioni di povertà assoluta.
Disuguaglianze territoriali e sociali
Le differenze regionali sono evidenti: nel Mezzogiorno, la quota di persone in povertà assoluta tra gli adolescenti raggiunge il 17,8%, un dato in crescita rispetto al 15,7% del 2024. Al Nord, invece, la percentuale è del 11,2%, mentre al Centro si attesta al 10,7%. Questo quadro sottolinea una situazione di crescente divario tra le regioni, con il Mezzogiorno che mostra un peggioramento nella condizione economica dei giovani.
Le famiglie con figli minori sono le più colpite
La presenza di figli minorenni aumenta il rischio di cadere in povertà assoluta. Tra le famiglie con almeno tre figli minori, l’incidenza della povertà assoluta arriva al 35,5%, un dato superiore di oltre tre volte rispetto alla media nazionale. Le famiglie povere in cui vive almeno un minore sono 656mila, pari all’11,2% del totale delle famiglie con minori, in calo rispetto al 12,3% del 2024. Tuttavia, il divario tra le famiglie con figli e quelle senza rimane marcato.
Il ruolo del lavoro e dell’affitto
Il lavoro non sempre protegge dalle condizioni di povertà. Tra le famiglie con persona di riferimento occupata, l’incidenza della povertà assoluta è del 7,7%, ma le differenze sono evidenti a seconda del tipo di lavoro. Quando la persona di riferimento è un operaio o assimilato, il 14,3% delle famiglie è in povertà assoluta. Il titolo di studio gioca un ruolo cruciale: il 4,4% delle famiglie con persona di riferimento almeno diplomata è in povertà assoluta, contro l’11,9% di quelle in cui la persona di riferimento ha al massimo la licenza media.
Le famiglie in affitto sono le più esposte
Il rapporto tra condizione economica e abitativa è particolarmente netto. Nel 2025, 999mila famiglie in affitto vivono in povertà assoluta, il 20,9% degli affittuari, contro il 4,5% dei proprietari. Tra le famiglie con minori in affitto, il 28,7% è in povertà assoluta, un dato nettamente superiore rispetto al 6% delle famiglie proprietarie. La cittadinanza influisce anche su questa situazione: il 14,9% delle famiglie in affitto di soli italiani è in povertà assoluta, contro il 32,8% di quelle con almeno uno straniero.
- 5,4 milioni di persone in povertà assoluta nel 2025
- 1,13 milioni di minori in condizioni di povertà
- 17,8% di adolescenti nel Mezzogiorno in povertà assoluta
- 35,5% di famiglie con almeno tre figli minori in povertà
- 20,9% degli affittuari in povertà assoluta
L’Italia è sempre più divisa: pochi sempre più ricchi, molti sempre più poveri. Le disuguaglianze non sono solo una questione di equità sociale, ma un problema per lo sviluppo del Paese e il futuro delle nuove generazioni. Come uscirne? Le vie possibili sono oggetto di dibattito e analisi, ma la situazione resta preoccupante e richiede interventi concreti e mirati per ridurre le disuguaglianze e migliorare le condizioni di vita delle famiglie in povertà assoluta.



