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venerdì 16 Ottobre 2026

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Cronaca

Banca deve rimborsare subito anche se utente è stato negligente

La Corte Ue ha stabilito che la banca deve rimborsare immediatamente i fondi sottratti da truffe, anche in caso di negligenza dell’utente.

La Corte UE chiarisce i diritti dei consumatori in caso di truffe online

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che, in caso di pagamenti non autorizzati frutto di truffe o phishing, la banca deve restituire immediatamente il denaro all’utente, anche se quest’ultimo ha agito con negligenza. La decisione, resa pubblica il 16 ottobre 2026, riguarda un caso specifico in cui una donna polacca ha subito un furto di dati attraverso un link fraudolento. La Corte ha chiarito che la prova della negligenza grave spetta alla banca, non all’utente. La banca non può rifiutare il rimborso solo per negligenza dell’utente
Secondo la sentenza, il rimborso deve arrivare subito; l’eventuale responsabilità del cliente va accertata separatamente. La banca non può bloccare il rimborso limitandosi a sostenere che il cliente abbia agito con grave negligenza. La decisione punta a garantire una maggiore tutela dei consumatori, evitando che chi subisce una frode debba avviare una causa per ottenere il rimborso.

La donna ha perso 700 euro dopo aver cliccato su un link falso

La donna, che stava vendendo un oggetto su una piattaforma online, ha ricevuto un messaggio da un falso acquirente che le chiedeva di cliccare su un link per confermare la vendita. Il collegamento portava a un sito che imitava quello della sua banca. Dopo aver inserito le credenziali di accesso, la donna si è vista sottrarre circa 700 euro dal conto. Ha segnalato l’operazione il giorno successivo, ma la banca ha rifiutato il rimborso, attribuendole la responsabilità di non aver protetto adeguatamente i propri dati.

Il rimborso deve arrivare entro il primo giorno lavorativo successivo
Secondo la Corte, il prestatore di servizi di pagamento deve in linea di principio rimborsare la somma immediatamente, entro la fine del primo giorno lavorativo successivo a quello in cui ha ricevuto la segnalazione. La banca può chiedere al cliente di restituire quanto rimborsato solo in un secondo momento, se dimostra che la perdita è stata causata da una condotta dolosa o gravemente negligente. L’unica eccezione all’obbligo di rimborso immediato riguarda il caso in cui l’istituto abbia ragionevoli motivi per sospettare una frode commessa dal cliente e li comunichi per iscritto all’autorità nazionale competente.

La sentenza rappresenta un passo avanti nella protezione dei consumatori in un contesto in cui le truffe online sono sempre più diffuse. La Corte ha ribadito che la prova della negligenza grave spetta alla banca, non all’utente. La decisione punta a semplificare i procedimenti, evitando che i consumatori siano costretti a seguire percorsi legali complessi per ottenere il rimborso.

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