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venerdì 16 Ottobre 2026

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Cultura

Buttafuoco celebra la collaborazione con Pinault e la specificità di Venezia

Buttafuoco celebra la collaborazione con Pinault e la specificità di Venezia

Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, ha espresso apprezzamento per l’annuncio del collezionista francese Franco Pinault, che porterà a Palazzo Grassi un’importante esposizione permanente di oltre cento opere. L’evento, che si svolgerà a Venezia, rappresenta un momento significativo per l’arte contemporanea e per la città, in grado di accogliere e valorizzare il talento internazionale. Buttafuoco ha sottolineato come la Biennale, con la sua storia e la sua capacità di innovare, sia un luogo in cui si possono esprimere idee e progetti senza limiti.

Un’esperienza di confronto e di creatività

Buttafuoco ha spiegato come la Biennale, con la sua autonomia stabilita nel 1930, permetta di sperimentare in modo unico e libero. «Noi siamo sempre i primi a rompere i protocolli e a ricostruire», ha detto, sottolineando come la città abbia una capacità particolare di trasformare i turisti in visitatori, creando un ambiente in cui l’arte e la cultura possono vivere e crescere. L’esperienza con Pinault, che ha espresso il desiderio di portare la sua collezione a Venezia, rappresenta un ulteriore passo in questa direzione.

La città ha il privilegio di offrire una prospettiva unica

Buttafuoco ha anche parlato del ruolo della città come luogo di incontro e di confronto, dove si possono esprimere idee e progetti in modo libero e creativo. «Venezia ha avuto da sempre questo privilegio», ha detto, riferendosi al fatto che la città è in grado di offrire una prospettiva unica, come dimostrano i due prospetti del Redentore, uno che guarda a Occidente e l’altro a Oriente. «Stare lì nell’orto dei francescani e guardare il Redentore dall’altra prospettiva, fa capire come si è veramente: sono raggi di una stessa luce», ha commentato.

La Biennale come tramite di studio e riflessione

La collaborazione con Pinault, che ha definito la Biennale «un appuntamento essenziale», rappresenta un’occasione per la città di continuare a crescere e a offrire nuove opportunità. «Abbiamo bisogno di questo straordinario vicinato per poter prima nutrirci e poi continuare a lavorare nella costruzione di un progetto», ha sottolineato Buttafuoco, riferendosi al ruolo della Biennale come tramite di studio e di riflessione.

La Biennale è un luogo in cui si possono esprimere idee e progetti in modo libero

La Biennale, con le sue sezioni dedicate all’arte, all’architettura, al teatro, alla danza, alla musica e al cinema, ha una responsabilità precisa: essere un luogo in cui si possono esprimere idee e progetti in modo libero e creativo. «È il posto dove gli artisti possono consentirsi di vivere quello che Platone immaginava: speculare, fabbricare, costruire, abitare e pensare», ha concluso Buttafuoco, rafforzando l’idea che Venezia, con la sua unicità, è un luogo in cui l’arte e la cultura possono trovare spazio e crescere. Buttafuoco ha anche sottolineato come la Biennale abbia dismesso tutto ciò che fino a oggi ha accompagnato la sua metodologia di lavoro, non solo nel confronto con le arti, ma più in generale. «Sappiamo che una volta esaurita la spinta storiografica dello storicismo, adesso dobbiamo indossare gli occhiali che ci aiutino nella geografia e quindi nelle nuove geografie», ha detto, riferendosi al ruolo della città come luogo in cui si possono incontrare e confrontare gli aspetti teoretici di riflessione, nell’assoluta libertà, che è fondamentale per la creatività.

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