La protesta dei lavoratori dell’ex Ilva di Taranto continua a causare disagi nella distribuzione del carburante, con distributori a secco e lunghe code alle stazioni di servizio a Bari e in altre aree della Puglia. Automobilisti sono costretti a girare per ore alla ricerca di benzina e diesel, mentre la rete distributiva si trova in grave difficoltà a causa del blocco degli approvvigionamenti. La mobilitazione, che ha visto il quinto giorno consecutivo di protesta, ha interrotto gli accessi alla raffineria Eni, con conseguenze che si estendono ben al di là della viabilità locale.
Disagi crescenti per carburante e trasporti
Le conseguenze della protesta si fanno sempre più evidenti, con diversi impianti che hanno esaurito le scorte e quelli ancora riforniti che devono fare i conti con un aumento delle richieste. Gli automobilisti, costretti a spostarsi da un distributore all’altro, si trovano in situazioni di forte tensione, con alcuni che temono di restare senza carburante nei prossimi giorni. La corsa ai rifornimenti sta accelerando l’esaurimento delle disponibilità residue, con alcuni distributori che hanno già esposto cartelli con la scritta “Tutto esaurito”. Le difficoltà riguardano in particolare diverse stazioni della rete Enilive, con problemi segnalati anche in alcuni impianti Q8.
La protesta ha interrotto gli approvvigionamenti di carburante, mettendo in difficoltà la rete distributiva. La sospensione degli approvvigionamenti sta infatti provocando difficoltà nella distribuzione di carburante in diverse aree della Puglia, con ripercussioni anche sul trasporto pubblico, sui servizi di raccolta dei rifiuti e sul traffico aereo. Intanto, questa mattina alle 8, i lavoratori di Acciaierie d’Italia e delle imprese dell’appalto si sono riuniti in assemblea nell’area della rotatoria della statale Appia.
Assemblea sindacale e nuovi passi in avanti
L’incontro, convocato da Fim, Fiom, Uilm e Usb, servirà a fare il punto sulla vertenza e a decidere se proseguire lo sciopero a oltranza e mantenere i blocchi stradali. La riunione arriva all’indomani del confronto che si è svolto a Bari, nella sede della Regione Puglia, concluso con la sottoscrizione di un documento condiviso da Regione, Provincia e Comune di Taranto e dai capigruppo del Consiglio regionale.
Il documento sottolinea la necessità di garantire la continuità produttiva dell’acciaieria, purché sostenibile e compatibile con la tutela della salute. Le istituzioni territoriali sollecitano inoltre interventi straordinari del governo e il coinvolgimento diretto dello Stato per assicurare una prospettiva industriale e occupazionale. Un nuovo confronto è previsto per il 27 ottobre alle 17 a Palazzo Chigi, dove il governo ha convocato un vertice sull’ex Ilva al quale parteciperanno anche i sindacati.
A Bari, la conseguenza più immediata della mobilitazione è visibile davanti alle pompe di benzina, con automobilisti in fila e distributori senza scorte. Non c’è ancora certezza sui tempi necessari per il ritorno alla regolarità dei rifornimenti. Per la giornata di domani, sabato 17 ottobre, in molti raggiungeranno Taranto per unirsi alle proteste dei lavoratori. A partire dalle 17 partirà il corteo dal centro cittadino, con bus anche da Bari. La protesta, che ha preso piede da lunedì, interessa non solo Taranto ma anche altre aree della Puglia, con blocchi della circolazione che si susseguono da giorni. I lavoratori di Acciaierie d’Italia e delle imprese dell’appalto si sono riuniti in assemblea nell’area della rotatoria della statale Appia, dove hanno convocato un incontro per fare il punto sulla vertenza e decidere se proseguire lo sciopero a oltranza.



