Il numero di giovani imprenditori in Italia si è ridotto negli ultimi sette anni, con un calo complessivo di quasi 67mila unità, portando l’incidenza delle imprese giovanili sul totale del tessuto produttivo dal 9,1% al 8%. L’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio evidenzia una flessione del 14,3% nel totale economia e del 15,4% nell’Area Confcommercio, che comprende commercio, alloggio e ristorazione, trasporti e servizi alle imprese e alle persone.
Imprese giovanili e innovazione
Le imprese guidate da under 35 rappresentano un motore di occupazione giovanile e innovazione. La presenza di giovani tra gli addetti si associa a una maggiore propensione agli investimenti in tecnologie digitali e a migliori risultati in termini di crescita dell’occupazione, del fatturato e della produttività. In particolare, nelle imprese con meno di cinque anni di attività, il 36,1% degli addetti ha meno di 35 anni, contro il 24,5% registrato nel complesso delle imprese.
Settori in crisi e dinamiche regionali
Le perdite di giovani imprenditori si concentrano nei comparti più tradizionali, in particolare il piccolo commercio. A livello settoriale, nel terziario di mercato, segnali positivi arrivano dalle attività di alloggio (+22,8%) e dai settori a maggiore specializzazione o caratterizzati da una maggiore scala dimensionale, come le attività professionali (+28,6%) e la grande distribuzione (+27%). L’analisi a livello di ripartizione geografica rivela un ampio divario tra Nord e Centro-Sud, con una flessione più contenuta al Nord (-3,2%) rispetto al Centro (-19%) e al Sud (-22,9%).
La riduzione del numero di giovani imprenditori è legata anche all’andamento demografico, con una popolazione tra i 18 e i 34 anni in diminuzione soprattutto nel Mezzogiorno. Nel Sud, l’Area Confcommercio registra una contrazione dei giovani imprenditori pari al 25,9%, mentre la popolazione tra i 18 e i 34 anni si riduce del 9,7%. Queste dinamiche risentono inevitabilmente dell’andamento demografico, che ha determinato una riduzione della popolazione giovane, particolarmente accentuata nel Mezzogiorno.
Un settore in evoluzione
Nonostante la flessione, l’Area Confcommercio continua a presentare un’incidenza delle imprese giovanili significativamente più elevata rispetto agli altri settori dell’economia non riconducibili all’Area Confcommercio. Spostando l’analisi dalle imprese giovanili ai giovani imprenditori, le dinamiche e i livelli si presentano molto simili, in virtù dell’alta incidenza delle ditte individuali. Nel 2026, l’aggregato dei giovani imprenditori in Italia si attesta a 413mila unità, registrando una flessione di oltre 65mila unità rispetto al 2019. La presenza di giovani imprenditori sembra inoltre accompagnarsi a una maggiore presenza di giovani tra gli addetti. La quota di occupati under 35 è infatti sistematicamente più elevata nelle imprese più giovani, in particolare in quelle con meno di cinque anni di attività. In queste imprese, il 36,1% degli addetti ha meno di 35 anni, contro il 24,5% registrato nel complesso delle imprese. Il fenomeno assume particolare rilievo in alcuni comparti, come l’alloggio e ristorazione, dove la quota di giovani addetti raggiunge il 49,3%.



