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venerdì 16 Ottobre 2026

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Viaggi

Turismo italiano: costi e sovraffollamento frenano la crescita del settore

Il turismo italiano si confronta con sfide come costi elevati e sovraffollamento, con un focus su organizzazione e destagionalizzazione per migliorare la competitività.

L’Italia, pur rimanendo una destinazione di interesse internazionale, si trova a fronteggiare sfide crescenti nel settore turistico, come i costi elevati e il sovraffollamento delle aree più richieste. Secondo un’indagine condotta da Confturismo Confcommercio e Fto, il 52% delle imprese dell’incoming ha registrato un aumento del fatturato negli ultimi anni, ma la complessità gestionale e le difficoltà di organizzazione dell’offerta limitano il potenziale di crescita. La sfida non riguarda solo la promozione delle destinazioni, ma anche la costruzione di prodotti turistici completi, integrando strutture, servizi e esperienze locali.

Destagionalizzazione e gestione dei flussi, le priorità

La domanda turistica si distribuisce su più periodi, ma resta concentrata nei mesi di punta, con effetti sull’organizzazione del personale e sulla disponibilità delle strutture. Il 42% dei viaggiatori ha modificato sul posto il programma delle attività, mentre il 32% ha speso più del previsto. Il sovraffollamento nei periodi di picco e l’aumento dei costi mettono a dura prova l’offerta turistica. Per gli operatori, la sfida non riguarda soltanto la promozione delle destinazioni, ma anche la costruzione di proposte che integrino ricettività, trasporti, attività culturali ed esperienze legate alle specificità locali.

La pianificazione anticipata diventa cruciale per le destinazioni più frequentate. Chi aveva pianificato nel dettaglio le esperienze da svolgere è riuscito a fare più di quanto previsto, mentre chi era partito senza un programma preciso ha finito per realizzare meno di quanto desiderasse. La variabilità delle prenotazioni rende più complessa la gestione delle capacità ricettive e dei servizi per le imprese turistiche.

Enogastronomia e territori al centro dell’offerta

Le attività culturali e di scoperta dei territori sono state praticate dall’89% dei viaggiatori italiani durante le vacanze. L’enogastronomia figura tra le principali ragioni di viaggio, insieme alle esperienze outdoor e al patrimonio culturale. Per il comparto food e horeca, questo scenario apre spazi di integrazione tra ristorazione, produzioni locali, cultura e turismo. La possibilità di collegare questi elementi in proposte strutturate diventa quindi un fattore rilevante per gli operatori dell’incoming e per le imprese dell’ospitalità. Non basta disporre di un patrimonio gastronomico riconosciuto. Occorre inserirlo in itinerari accessibili, servizi coordinati e attività prenotabili, tenendo conto delle esigenze dei mercati di provenienza e della capacità dei territori di accogliere i visitatori anche al di fuori dei periodi di maggiore affluenza. La costruzione di un’offerta competitiva passa anche dalla gestione della stagionalità e dalla valorizzazione delle destinazioni meno conosciute.

Il tema è stato al centro del panel Fto «L’Italia si vende da sola?», che ha riunito operatori impegnati nella costruzione e nella distribuzione dell’offerta turistica nazionale. «L’Italia gode di una straordinaria attrattività internazionale, ma questo non significa che si venda da sola. Dietro ogni viaggio ci sono operatori che costruiscono prodotti, selezionano servizi, investono sui mercati esteri e valorizzano i territori. È questo lavoro che trasforma l’interesse per il nostro Paese in valore economico», ha dichiarato Gabriele Milani, direttore nazionale di Fto.

  • Il 52% delle imprese dell’incoming ha registrato un aumento del fatturato.
  • Il 22% degli italiani ha cancellato almeno una vacanza inizialmente prevista.
  • Il sovraffollamento e i costi frenano lo sviluppo del settore turistico.

La destagionalizzazione e la valorizzazione di borghi e aree interne rappresentano due possibili direttrici di lavoro, purché sostenute da servizi adeguati e da una collaborazione tra operatori, strutture ricettive e territorio. Per il comparto Horeca, l’integrazione con l’offerta culturale ed enogastronomica può contribuire a costruire esperienze più complete e a generare occasioni di attività anche nei periodi meno frequentati.

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