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sabato 17 Ottobre 2026

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Cronaca

Crans-Montana, la madre di due sopravvissute racconta dolore e speranza

La madre di due ragazze sopravvissute a Crans-Montana parla di trauma, cure e un futuro diverso.

La madre di due ragazze sopravvissute all’incendio di Crans-Montana ha condiviso il dolore e la sofferenza vissuti, ma anche la speranza di un futuro diverso. Le due ragazze, Francesca e Elisabetta, hanno subito gravi lesioni e trauma psicologico, con conseguenze diverse e un percorso di recupero lungo e complesso. La donna, medico, ha espresso il suo senso di miracolo, ma ha anche sottolineato la difficoltà di razionalizzare il dolore, soprattutto quando sente gli altri genitori. La tragedia ha cambiato per sempre la vita di tante famiglie, ma anche la sua.

Conseguenze fisiche e psicologiche diverse

Le lesioni riportate e i traumi legati a quella notte impongono tempi e modalità di recupero che non possono essere uguali per entrambe. Francesca ha dovuto sottoporsi a cure per mesi, con la madre che ha preferito somministrarle a casa, avendo tanti amici medici e potendo evitare il rischio di infezioni ospedaliere. Elisabetta, invece, è ancora in preda a uno stress post traumatico, con notti in cui urlava durante il sonno e la necessità di farmaci per dormire. La madre ha raccontato che, paradossalmente, si preoccupa di più per la figlia che ha vissuto l’esperienza e ricorda perfettamente l’angoscia fuori dal locale in fiamme.

La madre ha espresso il senso di miracolo, ma ha anche sottolineato la difficoltà di razionalizzare il dolore.

Per i familiari, stare accanto a chi è sopravvissuto significa misurarsi con una realtà nuova, nella quale la fine dell’emergenza non coincide con la fine della sofferenza. La donna ha espresso il suo senso di miracolo, ma ha anche sottolineato la difficoltà di razionalizzare il dolore, soprattutto quando sente gli altri genitori. Per chi ha perso un figlio, invece, il dolore si accompagna alla ricerca di un modo per conservarne la presenza. Alcuni genitori hanno scelto di sostenere iniziative capaci di lasciare qualcosa alle generazioni future.

Un impegno verso il futuro

Andrea Costanzo, padre di Chiara, ha creato le “Borse di Sogno”, borse di studio dedicate alla memoria di una ragazza morta nella tragedia. Le borse sono rivolte a giovani tra i 14 e i 23 anni, che hanno talento, passione e determinazione, ma rischiano di non poter realizzare i propri sogni per mancanza di mezzi o di occasioni. Chiara aveva soltanto 16 anni, era una ragazza solare, ironica, piena di vita, di interessi e di passioni. Amava lo studio, lo sport, le sfide. La strage di Crans-Montana ha interrotto la sua vita e ha segnato profondamente tante famiglie.

La solidarietà è stata forte fin dall’inizio, con l’aiuto dello Stato italiano e delle autorità.

Massimo Minghetti, papà di Riccardo, ha partecipato ai 60 anni del liceo Cannizzaro di Roma, rivolgendo un messaggio ai ragazzi: “Continuate a sorridere come faceva Riccardo, continuate a sognare, continuate a coltivare le vostre passioni perché siete il futuro del mondo.” La solidarietà è stata forte fin dall’inizio, con l’aiuto dello Stato italiano e delle autorità. Nessuno è preparato per affrontare la perdita di un figlio. Per i genitori, Riccardo “ancora c’è, c’è in un altro modo”. La tragedia ha lasciato un segno profondo, ma anche un impegno verso il futuro.

La vita dopo una tragedia come quella di Crans-Montana non torna semplicemente alla normalità. Per i genitori dei ragazzi coinvolti, all’angoscia delle prime ore si aggiunge un percorso lungo e complesso, fatto di cure, ferite da affrontare e assenze con cui imparare a convivere. Esperienze diverse, accomunate da un dolore che cambia per sempre il modo di guardare al futuro.

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