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La Dengue si diffonde in Italia: un rischio in crescita

La Dengue si diffonde in Italia a causa del clima, con casi autoctoni e preoccupazioni per la sorveglianza.

La Dengue, una malattia virale trasmissibile da zanzare, non è più un rischio episodico in Italia. A causa del cambiamento climatico, che favorisce l’insediamento delle zanzare, il virus si sta radicando nel territorio nazionale, con casi autoctoni che si registrano in diversi territori. Lo studio coordinato da ISI Foundation di Torino, pubblicato il 17 ottobre 2026, conferma che la Dengue non è più un problema limitato a chi viaggia in aree endemiche, ma rappresenta un rischio crescente per la popolazione italiana.

Un aumento dei casi e una trasmissione più efficiente

Secondo i dati raccolti, il Piemonte non fa eccezione: nel 2022 si registravano 7 casi, nel 2023 28, nel 2024 44, nel 2025 17 e nel 2026 23. Tutti i casi segnalati finora sono di origine importata, ma si osserva un incremento del numero di casi autoctoni nel resto del Paese. Il Servizio regionale di epidemiologia ambientale (Seremi) ha spiegato che le zanzare sono diventate un vettore efficiente per la trasmissione del virus. I cambiamenti climatici ne favoriscono la presenza stabile sul territorio, mentre la mobilità internazionale facilita l’importazione del virus.

La trasmissione del virus è diventata più efficiente grazie ai cambiamenti climatici. Queste condizioni hanno fatto sì che negli ultimi anni si iniziasse ad avere casi autoctoni in Italia e non solo importati nei viaggiatori di rientro da aree endemiche. La combinazione di un clima più caldo e umido e di una maggiore mobilità ha reso il virus una minaccia sempre più presente.

La consapevolezza dei cittadini è alta, ma le conoscenze sono frammentarie

La ricerca, condotta in collaborazione con università francesi e britanniche, ha coinvolto 2.904 volontari, tra cui 404 in Italia e 2.500 in Francia, durante la stagione delle zanzare 2024. Secondo i dati, la consapevolezza del rischio della Dengue è alta: oltre il 91% dei partecipanti ha una piena consapevolezza del problema. Tuttavia, solo il 14,6% ha cercato informazioni volontariamente. La bassa percezione del rischio di contagio preoccupa i ricercatori, che sottolineano l’importanza di aumentare la «sorveglianza partecipativa», un sistema in cui i cittadini segnalano online il proprio stato di salute e i comportamenti relativi alla salute, per misurare rapidamente la conoscenza e la preparazione alla minaccia.

La scarsa informazione e la bassa percezione del rischio sono i principali problemi. La ricerca ha anche rivelato che il 54,6% dei partecipanti accetterebbe un vaccino, se offerto, mentre il 0,4% lo ha già ricevuto. Il motivo principale del rifiuto è la percezione di non essere a rischio. Questi dati evidenziano una contraddizione tra consapevolezza e azione, che richiede un maggiore impegno per prevenire l’espansione della malattia.

La Dengue, una malattia che si sta diffondendo in Italia, rappresenta un rischio crescente per la salute pubblica. La combinazione di cambiamenti climatici e mobilità internazionale ha reso più efficiente la trasmissione del virus, con casi autoctoni che si registrano in diversi territori. La ricerca condotta da ISI Foundation e collaborazioni internazionali ha evidenziato la necessità di una maggiore sorveglianza partecipativa, in cui i cittadini siano coinvolti attivamente nella prevenzione e nella segnalazione dei rischi. La consapevolezza del rischio è alta, ma le conoscenze sono frammentarie, e la percezione del rischio di contagio rimane bassa. Questi dati mettono in luce l’importanza di una strategia più completa per affrontare la diffusione della Dengue in Italia.

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