Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

sabato 17 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Economia

Roma e Madrid: differenze nel mercato immobiliare e nel disagio abitativo

Differenze tra Roma e Madrid nel mercato immobiliare e nel disagio abitativo.

La bolla immobiliare e la crisi in Spagna

La differenza tra Roma e Madrid nel mercato immobiliare e nel disagio abitativo si basa su una struttura economica diversa e su un rapporto tra movimenti, sindacati e partiti non simile. A Madrid, il mercato immobiliare ha vissuto una bolla tra la metà degli anni Novanta e il 2007, con 9,8 milioni di mutui per mille miliardi di euro e la costruzione di 6,5 milioni di abitazioni. Con la crisi finanziaria del 2008, si sono verificati pignoramenti e sfratti, e l’accesso alla liquidità è diventato complesso. Tra il 2011 e il 2020, la quota di proprietari tra le famiglie più giovani è scesa dal 69 al 36 per cento, secondo la Banca di Spagna.

La crisi ha prodotto un fronte riconoscibile contro sfratti e grandi proprietari. In Italia, invece, il disagio abitativo rimane distribuito tra singole vertenze e risposte politiche diverse. A Roma, le proteste si concentrano su singoli casi, come le tende degli universitari o le iniziative per il diritto all’abitare, senza raggiungere i numeri delle mobilitazioni spagnole. La frammentazione del mercato immobiliare italiano, soprattutto nella Capitale, rende meno immediato individuare un bersaglio comune per le proteste.

Struttura del mercato immobiliare italiano

Secondo l’Agenzia delle Entrate, l’87 per cento delle 3,6 milioni di abitazioni locate appartiene a piccoli proprietari, mentre il restante 13% è detenuto da “palazzinari” che investono o costruiscono immobili su territori dislocati tra i quartieri. Questa spartizione di cantieri e fatturati ha portato a una situazione in cui il disagio abitativo non si traduce in un fronte riconoscibile come a Madrid. La fascia grigia, composta da persone che lavorano ma non riescono a sostenere i costi di un mutuo o un affitto, cresce in un contesto in cui le risposte politiche rimangono localizzate.

I partiti si muovono con cautela, poiché il caro affitti colpisce soprattutto le grandi città. In Italia, i fondi immobiliari non investono in modo significativo sul mattone, a differenza di Madrid, dove i grandi investitori hanno acquisito un ruolo centrale. Nel 2012, lo Stato spagnolo ha creato SAREB, un ente che rileva abitazioni dalle banche e le cede a fondi internazionali. Gli operatori immobiliari accumulano così portafogli significativi, soprattutto a Madrid, creando un quadro di proprietà e investimenti più concentrato.

Roma, invece, mostra una presenza diffusa di piccoli proprietari. Questa frammentazione ha portato a una situazione in cui il disagio abitativo non si traduce in mobilitazioni di portata nazionale come a Madrid. Il prezzo di acquisto non basta da solo a stabilire l’accessibilità di una casa: occorre considerare anche il reddito delle famiglie, il costo dei finanziamenti e la disponibilità di abitazioni. A Roma, le opportunità si concentrano in alcune zone, soprattutto fuori dai quartieri più costosi. Questa situazione, insieme alla struttura del mercato immobiliare e al rapporto tra movimenti, sindacati e partiti, spiega perché il disagio abitativo a Roma non si traduce in mobilitazioni di portata nazionale come a Madrid.

Leggi anche