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domenica 18 Ottobre 2026

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Cronaca

Milano, la guerriglia in piazza Duomo: chi sono i ragazzi coinvolti

Scontri violenti a Milano: ragazzi minorenni e di seconda generazione hanno provocato distruzione e tensioni.

Milano ha registrato un episodio di violenza giovanile senza precedenti, con scontri violenti in piazza Duomo e altre zone centrali della città. I protagonisti sono stati principalmente giovani, molti minorenni e di seconda generazione, provenienti da periferie e dall’hinterland. L’episodio, che ha visto la distruzione di negozi, vetrine e strade, ha suscitato preoccupazione e dibattito. La polizia ha fermato oltre cinquanta persone, la metà delle quali risultava minorenne. La violenza ha segnato anche altre città come Torino, Bologna e Bergamo, dove si sono registrati lanci di oggetti e scontri con la polizia.

La guerriglia in piazza Duomo: chi sono i ragazzi coinvolti

I ragazzi coinvolti nella guerriglia in piazza Duomo sono stati identificati come giovani, spesso di origine straniera o di seconda generazione, provenienti da quartieri e province diverse. Molti di loro avevano un aspetto simile a quello di un gruppo organizzato, con tute scure, passamontagna e sciarpe in testa. Hanno affrontato per ore le forze dell’ordine, lanciando bombe carta, pietre, bottiglie e transenne. La polizia ha ricostruito l’arrivo di piccoli gruppi dalle periferie milanesi, dall’hinterland e da altre province. Non è emersa una regia unica, ma sembra che i ragazzi si siano organizzati autonomamente, prendendo il sopravvento sulla manifestazione di «Italia in Piazza», convocata contro il carovita, il costo dei carburanti e la pressione fiscale.

La violenza ha colpito soprattutto i quartieri periferici, con ragazzi che si sono mobilitati autonomamente.

La polizia ha dovuto intervenire con idranti e lacrimogeni per riportare la situazione sotto controllo. I scontri hanno causato la distruzione di vetrine, negozi saccheggiati e arredi divelti. Il bilancio provvisorio parla di almeno quattro feriti tra le forze dell’ordine e venti tra i manifestanti. Le immagini delle telecamere di sorveglianza potrebbero portare a ulteriori identificazioni. I ragazzi, alcuni spaventati, hanno cercato informazioni sui compagni fermati, avvertendo i genitori o chiedendo aiuto tra giornalisti e agenti.

Un supporto legale per i fermati

Il centro sociale Lambretta e il collettivo studentesco Deriva hanno attivato un hub legale per assistere i fermati, diffondendo sui social un indirizzo email per metterli in contatto con un avvocato. «Nessuno verrà lasciato solo! Tutti liberi, tutte libere!», si legge nell’appello. La violenza giovanile ha segnato anche le manifestazioni di Torino, Bologna e Bergamo, dove si sono registrati lanci di oggetti e scontri con la polizia. A Milano, però, a impressionare è soprattutto la tipologia dei protagonisti: adolescenti di seconda generazione, arrivati da quartieri e province diverse, che hanno portato la guerriglia fin sotto le guglie del Duomo.

La polizia ha fermato oltre cinquanta ragazzi, la metà dei quali minorenni.

La banlieue Milano è qui. I ragazzi si sono mobilitati autonomamente, senza una regia unica, e hanno portato la violenza al cuore della città. La situazione ha suscitato preoccupazione e dibattito, con la necessità di comprendere le cause e trovare soluzioni per prevenire futuri episodi di questo tipo. La polizia continua a lavorare per ricostruire i fatti e identificare tutti i protagonisti, mentre i ragazzi coinvolti cercano supporto legale e informazioni sui compagni fermati.

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