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domenica 18 Ottobre 2026

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Cronaca nera

Padre accusato di violenze sessuali su figlia arrestato dopo condanna a 11 anni

Padre arrestato per violenze sessuali su figlia, condanna a 11 anni dopo anni di indagini.

Una donna adulta, che oggi vive lontano dal contesto familiare in cui ha subito violenze sessuali da parte del padre, ha visto finalmente eseguire la condanna a 11 anni di un uomo accusato di abusi sessuali su una figlia minorenne. L’uomo, J.S., 56 anni, originario di un comune del Matese, è stato arrestato ieri dai carabinieri della Squadra Mobile di Caserta, diretta da Massimiliano Russo, e trasferito in carcere a Santa Maria Capua Vetere. La condanna, definitiva, è arrivata dopo anni di indagini e un processo che ha portato alla luce una storia di sofferenza e abusi che ha coinvolto una minore di 13 anni.

Abusi sessuali e tentativo di suicidio

La ragazza, che all’epoca aveva appena 13 anni, ha subito violenze sessuali da parte del padre, come ricostruito dagli inquirenti. Gli abusi sarebbero avvenuti all’interno dell’ambiente familiare, in un contesto che avrebbe dovuto garantire protezione e sicurezza. La vicenda è emersa solo dopo un drammatico tentativo di suicidio della vittima, avvenuto nel 2017, quando la ragazza, allora adolescente, ingerì numerosi farmaci e perse conoscenza. Dopo le prime cure in zona, fu trasferita all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dove rimase ricoverata da giugno ad agosto.

Il tentativo di suicidio rappresentò un passaggio decisivo nella ricostruzione dei fatti. Durante il ricovero, la giovane iniziò a raccontare quanto avrebbe subito quando era ancora minorenne. Questo racconto ha permesso agli investigatori di delineare un quadro che richiedeva approfondimenti. L’attività investigativa fu coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, che ha portato all’arresto del padre nel novembre 2018.

Indagini e procedimenti separati

Secondo quanto riferito dalla Polizia di Stato, gli abusi sarebbero stati commessi dal padre approfittando del rapporto familiare e della condizione di vulnerabilità della minore. La condanna riguarda il reato di violenza sessuale ai danni della figlia minorenne, aggravata dall’abuso delle relazioni domestiche. Alla pena detentiva si aggiunge quella accessoria della perdita della responsabilità genitoriale. La sua versione: «Non ho mai abusato di lei». Il padre ha rifiutato le accuse, ma le indagini hanno portato a una condanna definitiva. Tra il momento in cui la vicenda venne alla luce e l’attuale esecuzione della pena sono trascorsi diversi anni. La conclusione del procedimento rappresenta ora il passaggio alla fase esecutiva della condanna.

La ragazza, che all’epoca dei fatti era appena adolescente, è diventata adulta e ha lasciato il contesto nel quale si sarebbero verificati gli abusi. La vita della giovane è andata avanti lontano da quella casa, ma resta la vicenda di una minore che, in una fase di estrema sofferenza, arrivò a tentare il suicidio e che proprio in seguito a quel ricovero iniziò a raccontare quanto avrebbe subito.

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