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lunedì 19 Ottobre 2026

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Cronaca

La violenza si diffonde su Telegram, il retroscena delle chat dietro i disordini a Milano

Disordini a Milano, violenza su Telegram e il paradosso di Draco: chi mobilita la piazza e chi cerca di fermare la violenza

La violenza si diffonde anche su Telegram, come rivelano le chat che hanno accompagnato i disordini a Milano. Dopo gli scontri del sabato, la protesta si è spostata domenica in piazza Duomo, con negozi distrutti, vetrine rompe e saccheggi. Tra le conversazioni online, si alternano appelli a tornare in strada e tentativi di fermare la violenza. La situazione si complica quando un gruppo, legato al «Fronte Rivoluzionario Italiano», invita a nuove proteste, mentre altri cercano di mettere in guardia contro l’escalation. La tensione si fa sentire anche nei messaggi, dove si discute se rompere vetrine sia un gesto rivoluzionario o semplicemente una forma di protesta illegale.

La guerra sui social e il paradosso di Draco

La chat «Rivoluzione d’Agosto», attiva su Telegram, è diventata un luogo di confronto tra chi sostiene l’azione violenta e chi cerca di controllarla. Tra i messaggi, si alternano appelli a nuove manifestazioni e richieste di calma. A un certo punto, un utente, noto come Draco, invita a distinguere i manifestanti pacifici da chi indossa il passamontagna. Ipotizza che bastino cento persone pagate duecento euro ciascuna per screditare una protesta, insinuando una regia occulta senza documentarla. Draco, un influencer molto seguito su TikTok, ha mobilitato la piazza da un cellulare e ora chiede di credere al buon senso, non ai social. «Non credete ai social», scrive alle 18.35 di domenica, aggiungendo: «Credete al buon senso».

La discussione tra violenza e protesta

Nelle chat, si discute anche su come gestire la protesta. Alcuni sostengono che la violenza non è partita da lì, mentre altri la vedono come un’evoluzione naturale del movimento. Un partecipante sostiene che non esista rivoluzione senza scontro, proponendo di prendere con la forza cibo dai ristoranti costosi e abiti dalle grandi firme per distribuirli ai senzatetto. Un altro obietta che distruggere un negozio non significhi necessariamente colpire chi sfrutta. La discussione si fa più dura quando Emily chiede: «Qualcuno ha idee per non far arrivare cibo al governo?». Un iscritto risponde: «Se non mangiamo noi, non devono mangiare nemmeno loro». Altri scherzano su idee per gli chef dei politici, mentre altri tornano a parlare di boicottaggi e pressione economica.

La situazione si complica quando si discute se rompere vetrine sia un gesto rivoluzionario. La linea comune si sfilaccia, e si alternano opinioni contrapposte. Mentre alcuni chiedono di scendere in piazza con coscienza, altri sostengono che la violenza non può essere evitata. La piazza, però, continua a essere teatro di azioni illegali, con negozi distrutti e saccheggiati. La violenza, come dimostrano le chat, non si ferma ai confini della piazza, ma si diffonde anche sui social, dove si alternano appelli, accuse e tentativi di controllo. La protesta, però, non è più solo una manifestazione, ma un movimento che si evolve, con conseguenze che si fanno sentire in strada e online.

La protesta si evolve, ma la violenza non si ferma.

La violenza si diffonde anche sui social, dove si alternano opinioni contrapposte.

  • 17 arresti e 22 denunciati per i disordini a Milano
  • Violenza su Telegram e il paradosso di Draco
  • Discorsi contrapposti tra protesta e azione violenta

La situazione a Milano rimane in tensione, con la protesta che si evolve in modo imprevedibile. Tra le chat, si alternano appelli a tornare in strada e richieste di calma. La violenza, però, non si ferma ai confini della piazza, ma si diffonde anche sui social, dove si alternano opinioni contrapposte. La protesta, però, non è più solo una manifestazione, ma un movimento che si evolve, con conseguenze che si fanno sentire in strada e online.

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