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venerdì 25 Settembre 2026

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Esteri

TikTok, il social che ha scatenato la tempesta geopolitica e psicologica

TikTok, social media in crescita, diventato bersaglio di accuse e regolamentazioni in diversi Paesi.

TikTok, la piattaforma di video brevi nata in Cina nel 2012 e lanciata in Occidente nel 2016, è diventata un bersaglio di accuse e preoccupazioni in diversi Paesi. Il suo successo esponenziale, il design coinvolgente e l’algoritmo personalizzato hanno suscitato reazioni da parte di autorità e organizzazioni internazionali, che la vedono come un rischio per la salute mentale dei minori e per la sicurezza nazionale. La commissione d’inchiesta parlamentare ha stabilito che bisognerebbe vietare ai minori di 15 anni l’accesso a tutti i social media, non solo a TikTok, e questa decisione ha dato impulso a un progetto di legge.

Un design che crea dipendenza

Il successo di TikTok si basa su un formato unico: video brevi in formato verticale che scorrono all’infinito in un flusso personalizzato da un algoritmo. Questa ricetta ha reso la piattaforma popolare tra gli adolescenti, ma ha anche suscitato preoccupazioni. L’effetto “rabbit hole”, ovvero la tendenza a trascinarsi in contenuti pericolosi, ha portato a accuse di incoraggiamento all’autolesionismo e al suicidio. L’ONG Amnesty International ha denunciato che l’algoritmo di TikTok inonda gli adolescenti vulnerabili di contenuti potenzialmente dannosi. La commissione d’inchiesta ha stabilito che bisognerebbe vietare ai minori di 15 anni l’accesso a tutti i social media. Questa decisione ha dato impulso a un progetto di legge, ma il divieto è stato bloccato dal consiglio costituzionale in nome della libertà d’espressione. La Commissione europea ha presentato il Kids Act, che regolamenta l’accesso degli adolescenti alle piattaforme, limitando funzionalità come lo “scrolling” infinito e l’algoritmo personalizzato.

Accuse di spionaggio e manipolazione

Le tensioni si sono intensificate a partire dal 2020, quando le misure di confinamento legate alla pandemia hanno portato TikTok a diventare una delle app più scaricate al mondo. Gli Stati Uniti hanno iniziato a sospettare che la piattaforma trasmettesse i dati personali degli utenti al governo cinese, con l’obiettivo di manipolare l’opinione pubblica e corrompere i più giovani. Il senatore repubblicano Josh Hawley ha definito TikTok “un cavallo di Troia del Partito comunista cinese”. L’azienda ha sempre smentito queste accuse, sostenendo che la sicurezza degli utenti è la sua priorità.

Le preoccupazioni si sono estese anche all’Europa, dove la Commissione europea ha aperto un’inchiesta contro TikTok per la protezione dei minori. Nel febbraio 2026, la Commissione ha ordinato a TikTok di modificare il suo design, che “nuoce al benessere fisico e mentale” dei minori. L’azienda ha risposto affermando che gli account degli adolescenti hanno più di cinquanta misure di protezione come impostazione predefinita.

La deputata francese Laure Miller ha espresso forte ostilità nei confronti di TikTok. Durante un dibattito, ha chiesto: “Perché non proteggete i minori sulla vostra piattaforma?” La scelta di concentrarsi su TikTok è stata motivata anche da una strategia di comunicazione, con l’obiettivo di raggiungere i giovani in modo più diretto. Nonostante le accuse siano rivolte a diverse piattaforme, TikTok è diventato il bersaglio principale. La sua crescita esponenziale, il design coinvolgente e l’algoritmo personalizzato hanno suscitato reazioni da parte di autorità e organizzazioni internazionali, che la vedono come un rischio per la salute mentale dei minori e per la sicurezza nazionale.

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