Dacia Maraini ha lanciato un monito ai giovani, sottolineando come la violenza non aiuti chi protesta in modo pacifico e come i social siano un veleno per la formazione. La scrittrice, poetessa e saggista italiana, durante l’incontro ‘Quale scuola?’ a Firenze, ha condannato la devastazione di Milano avvenuta nel weekend e ha ricordato che la scuola deve formare, non solo fornire informazioni. «La scuola non è il luogo in cui si prendono informazioni, ma quello dove ci si forma», ha detto.
La violenza oscura le ragioni delle proteste
Maraini ha espresso preoccupazione per la violenza che ha accompagnato le proteste giovanili, sottolineando come essa oscuri le ragioni delle manifestazioni e offra al governo l’occasione per introdurre misure più dure. «Tutta la politica, da una parte e dall’altra strumentalizza troppo quello che è accaduto», ha affermato. La scrittrice ha anche ricordato che la responsabilità di tutto questo è della società, che non sa creare valori condivisi.
La scuola è il futuro del Paese. Secondo Maraini, la scuola è fondamentale per formare i ragazzi e permettere loro di leggere la realtà. «La scuola è il futuro del Paese. Si crea lì il nostro futuro», ha sottolineato. La scrittrice ha anche sottolineato l’importanza di investire sull’istruzione e di restituire dignità agli insegnanti. «La memoria individuale non deve essere infatti separata da quella collettiva perché è proprio il loro incontro che permette di interpretare ciò che accade», ha aggiunto.
La formazione deve includere la storia e la responsabilità
Maraini ha ricordato che non basta conoscere civiltà antiche se si fatica a comprendere gli avvenimenti che hanno costruito il presente. «Non si può possedere nessuno per nessuna ragione», ha detto, parlando di educazione sentimentale e femminicidi. La scrittrice ha anche sottolineato che la lezione del rispetto deve cominciare fin dai primi anni di vita. «Nelle scuole elementari inizierei a insegnare che l’amore non legittima il possesso», ha aggiunto.
Maraini ha anche parlato del ruolo delle nuove tecnologie, sottolineando che non si possono fermare le innovazioni, ma è importante insegnare a usarle con consapevolezza. «Tutti gli strumenti tecnologici possono essere usati bene o male. Ma non si possono fermare le novità tecnologiche: fa parte dell’essere umano portare avanti la ricerca», ha detto. La scrittrice ha anche ricordato che la responsabilità non è solo dei ragazzi, ma della società intera. La violenza non è una risposta. Maraini ha espresso la sua posizione di pacifista, auspicando la creazione di un «tabù della guerra». «Oggi con le armi nucleari ci vuole poco a estinguere l’essere umano. Bisogna pensare in termini di tabù della guerra», ha concluso. La scrittrice ha anche ricordato che la responsabilità non è solo dei ragazzi, ma della società intera.



