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lunedì 19 Ottobre 2026

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Cronaca

Ladri hanno profanato la statua della Madonna a Porto Tolle, danneggiata e rubati ornamenti sacri

Ladri hanno profanato la statua della Madonna a Porto Tolle, danneggiata e rubati ornamenti sacri

Un gruppo di ladri ha profanato la statua della Madonna con il Bambino Gesù nella chiesa arcipretale di San Nicolò a Porto Tolle, danneggiando la statua e rubando due corone, lo scettro e una collana. L’episodio, avvenuto nei giorni scorsi, ha suscitato amarezza nella comunità locale, dove la devozione per la Madonna Assunta è radicata da secoli. Gli autori del furto sono entrati nell’edificio attraverso una finestra, hanno rimosso una decina di candelabri dagli altari e hanno concentrato la loro attenzione sugli ornamenti della statua, spezzando un dito della mano destra della Madonna. La refurtiva si limita a quegli oggetti, mentre i candelabri sono stati ritrovati in un magazzino, dove i ladri avevano recuperato il materiale necessario per l’intrusione.

Un patrimonio storico e religioso in pericolo

La chiesa arcipretale di San Nicolò, il più antico edificio di culto di Porto Tolle, ha origini che risalgono alla metà del Seicento, quando fu costruita per volontà del nobile veneziano Nicolò Venier e del vescovo di Chioggia Giannantonio Baldi. Fu elevata a parrocchia nel 1684 e, dopo essere stata gravemente danneggiata dall’alluvione del 1839, fu ricostruita nel 1851. Al suo interno è custodito un organo a canne realizzato nel 1887 da Giacomo Bazzani, parte del patrimonio storico e artistico del Polesine. L’incursione ha messo in pericolo non solo gli oggetti sacri, ma anche la storicità dell’edificio.

La profanazione di un simbolo religioso è un atto che colpisce profondamente la comunità. Gli intrusi hanno perlustrato altri ambienti della chiesa e della canonica, alla ricerca di ulteriori beni da trafugare, prima di dileguarsi. Il valore economico della refurtiva non è stato quantificato, ma a colpire è stata soprattutto la sottrazione degli oggetti sacri e il danneggiamento della statua. L’episodio ha suscitato preoccupazione, soprattutto per la natura sacra degli oggetti sottratti, che al di là del loro valore economico, hanno un significato morale e religioso profondo.

Un furto che lascia interrogativi

Resta da chiarire se gli autori del furto avessero preso di mira fin dall’inizio gli ornamenti della Vergine o se la scelta sia maturata una volta entrati nell’edificio. Anche il ritrovamento dei candelabri, prima rimossi dagli altari e poi abbandonati, ha lasciato aperti interrogativi sulle modalità dell’incursione. La sorpresa è arrivata durante gli accertamenti della Polizia di Stato, che ha ritrovato tutti e dieci i candelabri in un magazzino, dove i ladri avevano recuperato il materiale necessario per l’intrusione.

La comunità di Porto Tolle vive un momento di profonda amarezza per l’evento. Il sindaco di Porto Tolle, Roberto Pizzoli, ha espresso rammarico per l’evento: «Entrare in una chiesa e sottrarre oggetti sacri è un gesto che colpisce profondamente, soprattutto perché parliamo di oggetti che, al di là del valore economico, hanno un significato morale e religioso molto importante. Episodi di questo genere sono fortunatamente estremamente isolati nel nostro Comune, dove l’incidenza dei furti è molto bassa. Proprio per questo quanto accaduto lascia ancora più amarezza. Confido nel lavoro delle forze dell’ordine affinché si possa fare chiarezza».

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