Le colonnine del portale di San Francesco in via del Trivio, risalenti al 1300, si degradano a causa dell’uso improprio da parte del pubblico. L’allarme arriva da parte di restauratori e associazioni locali, che segnalano danni accumulati a seguito di un’abitudine radicata: bussare alle colonnine per sentire suoni. L’associazione Ascoli Nostra e la restauratrice Sonia Stipa denunciano un fenomeno che ha portato a una progressiva usura del materiale, con la perdita di pezzi e la degradazione della struttura. L’entrata della chiesa, un simbolo storico, mostra segni di cedimento, con lesioni nella pietra che peggiorano nel tempo.
Usura e degrado per un’abitudine antica
La pratica di bussare alle colonnine, credendo che emettano suoni diversi, è radicata nella cultura locale e turistica. Non solo gli abitanti di Ascoli, ma anche i visitatori, hanno adottato questa consuetudine, spesso con l’ausilio di chiavi, ombrelli o bastoni. Il risultato è un’usura progressiva, con la caduta di pezzi di travertino e la rovina di elementi storici. Questa vecchia credenza deve finire, sottolinea Sonia Stipa, che osserva con preoccupazione le lesioni accumulate nel tempo. Bussare alle colonnine non solo danneggia la struttura, ma ne compromette la conservazione.
Un patrimonio in pericolo
Le colonnine, realizzate in travertino, sono state messe in condizioni critiche a causa dell’uso improprio. Anche se il materiale ha resistito fino ad oggi, la situazione richiede un intervento immediato. «I materiali sono delicati e dobbiamo prenderci l’impegno di curare questo patrimonio», afferma Gianni Silvestri dell’associazione Ascoli Nostra. L’associazione, insieme a restauratori, sta attivando iniziative per riparare i danni e proteggere l’opera. «Tra fiere, feste e aperitivi, questo monumento ha smesso di essere protetto», conclude Silvestri, che evidenzia come l’abbandono abbia favorito l’inciviltà.
La situazione ha suscitato preoccupazioni anche tra le istituzioni, che stanno valutando l’eventualità di proteggere le colonnine con una teca trasparente. Tuttavia, la restauratrice Stipa esprime una posizione contraria: «Sono contraria alla tendenza di mettere protezioni, perché così finiremmo con l’imballare tutta la città». Nonostante questa posizione, riconosce la gravità della situazione e invita a una maggiore sensibilità verso il patrimonio storico. «Bisogna cercare di tutelare e rispettare, ricreando una sensibilità», spiega Stipa, che chiede anche alle guide turistiche di evitare che i visitatori si cimentino in una pratica diventata deleteria.
La degradazione delle colonnine del portale di San Francesco rappresenta un problema non solo di conservazione, ma anche di rispetto per il passato. L’uso improprio, radicato in una leggenda antica, ha portato a un danno irreparabile per un monumento che ha visto la sua bellezza minacciata. L’azione di Ascoli Nostra e dei restauratori è un passo importante per salvaguardare un elemento del patrimonio culturale, ma richiede anche una consapevolezza collettiva. Solo con una combinazione di interventi tecnici e sensibilizzazione si potrà preservare l’eredità di San Francesco per le future generazioni.



