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Masako Watanabe, pioniera dello shōjo manga, è morta all’età di 97 anni

La pioniera dello shōjo manga Masako Watanabe è morta all’età di 97 anni. Il suo lavoro ha influenzato generazioni di autrici.

Masako Watanabe, pioniera dello shōjo manga, è morta il 3 ottobre 2026 all’età di 97 anni. La notizia della sua scomparsa è stata comunicata il 14 ottobre dalla casa editrice giapponese Home-sha. Watanabe, considerata una delle prime donne a affermarsi nel fumetto rivolto a un pubblico femminile, ha lasciato un’eredità duratura nel mondo del manga. La sua carriera, iniziata nel 1952, ha segnato un’evoluzione significativa del genere, portando il fumetto a esplorare temi più complessi e psicologici.

Una vita dedicata al fumetto e ai sentimenti

Watanabe ha sempre concentrato le sue storie sui sentimenti e sui rapporti umani, spesso soffermandosi sui loro aspetti più inquietanti: gelosia, rivalità, desideri e violenze. Nata a Tokyo il 16 maggio 1929, ha iniziato a interessarsi al manga dopo aver letto le opere di Osamu Tezuka e ha debuttato professionalmente nel 1952 con Shōkōshi, un adattamento del romanzo Il piccolo lord. Fu tra le prime donne ad affermarsi professionalmente nel fumetto per ragazze, un settore che negli anni Cinquanta era ancora dominato da autori uomini.

Un successo internazionale e un’eredità culturale

Uno dei maggiori successi di Watanabe fu Garasu no shiro (Il castello di vetro), pubblicato sulla rivista Weekly Margaret tra il 1969 e il 1970. Il manga, che le valse il Premio Shogakukan, raccontava la gelosia e l’ambizione attraverso personaggi femminili disposti a tutto pur di ottenere ciò che desideravano. Ambientato in Inghilterra, il lavoro esplorava le rivalità e le identità scambiate. Watanabe ha anche esplorato il genere horror con Sei Rosalind (Saint Rosalind), raccontando la storia di una bambina innocente che commette omicidi senza rendersene conto.

Negli anni successivi, si è rivolta sempre più a un pubblico femminile adulto, realizzando storie di suspense, passioni e conflitti psicologici. Tra i suoi lavori più importanti figura Kinpeibai, pubblicato tra il 1993 e il 2011 e raccolto integralmente in 11 volumi. L’opera è un adattamento del romanzo cinese Jin Ping Mei, che offre un ritratto della società cinese segnato da corruzione, disuguaglianze e intreccio tra desiderio sessuale e potere.

Riconoscimenti e un’impronta duratura

Nel 2002, Watanabe è stata premiata dalla Japan Cartoonists Association per l’insieme della sua produzione. Nel 2006, è diventata la prima donna mangaka a ricevere l’Ordine del Sol Levante, Raggi d’Oro con Rosetta, un’onorificenza conferita dal governo giapponese. Il suo lavoro ha influenzato le generazioni successive di autrici dello shōjo manga, tra cui Moto Hagio, una delle protagoniste del rinnovamento del genere negli anni Settanta. In Italia, la quasi totalità della produzione di Watanabe, che conta migliaia di pagine, è purtroppo inedita. Il solo lavoro disponibile è Il ritratto di Emma, adattamento a fumetti di un romanzo sentimentale di Kay Thorpe, apparso nel 2000 sul numero 14 della collana X-Me di Mondadori. La collana proponeva adattamenti manga dei romanzi rosa Harlequin, conosciuti in Italia attraverso il marchio Harmony, realizzati da disegnatrici giapponesi.

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