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lunedì 19 Ottobre 2026

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Nuove scoperte a Numluli: mosaici, statue e tracce di civiltà romana e vandale

Scoperte archeologiche a Numluli in Tunisia: mosaici, statue e tracce di civiltà romana e vandale.

Le ultime scoperte effettuate a Numluli, antica città romana identificata nel sito di Henchir Matria nel governatorato di Béja, nel nord-ovest della Tunisia, hanno rivelato una serie di monumenti e mosaici che testimoniano l’evoluzione della civiltà locale tra l’epoca romana e quella vandale. L’Università di Sassari, in collaborazione con l’Institut national du patrimoine (INP) tunisien, ha condotto una campagna archeologica che ha portato alla luce un’area pubblica con fontane e colonne, tombe di membri eminenti della comunità cristiana, mosaici con iscrizioni dell’epoca vandale e una statua in marmo greco con tracce di policromia.

Scoperte in un contesto storico complesso

Le ricerche, condotte nell’ambito di un programma di formazione e ricerca, hanno messo in luce elementi che contribuiscono a comprendere le relazioni tra potere politico, religione e società nell’Africa del Nord nel V secolo. Tra i dati più significativi, le iscrizioni che menzionano i sovrani vandali e le tracce di un dispositivo di misura del tempo, probabilmente un orologio solare pubblico, hanno fornito nuovi elementi per l’analisi delle attività urbane e delle pratiche sociali. Queste scoperte testimoniano l’evoluzione di un centro urbano con servizi e spazi collettivi.

Un’area pubblica e un tempio dedicato alla triade capitoline

Le indagini si sono concentrati su due settori principali della città: il Capitolium, un tempio dedicato alla triade capitoline costruito nel 170 d.C. sotto l’imperatore Marco Aurelio, e una basilica cristiana costruita nel mezzo del V secolo sotto la dominazione vandale. Nell’area del Capitolium, gli archeologi hanno recuperato il pavimento della piazza pubblica, una fontana, colonne e capitelli, nonché decori geometrici e frammenti di sculture. Questi elementi hanno permesso di ricostruire l’ambiente urbano e di approfondire i legami tra il foro, gli edifici pubblici e le istituzioni locali.

Le iscrizioni attribuite alla famiglia dei Memmii, che finanziarono i lavori pubblici, hanno anche svelato il ruolo delle élite nella gestione delle infrastrutture, un mezzo di prestigio e di integrazione politica nell’Impero romano. Inoltre, le tracce di pigmenti sulle scarpe di un personaggio, sulla toison degli animali e sugli artigli di una figura mitologica hanno indicato l’uso di colori nella rappresentazione di personaggi e simboli.

Un’infrastruttura idraulica e un’area cristiana

Numluli era dotata di infrastrutture idrauliche alimentate dalla sorgente d’Aïn Matria, tra cui un acquedotto, serbatoi, pozzi e sistemi di raccolta dell’acqua. Gli scavi hanno anche rivelato un’area cristiana, dove è stata costruita una basilica al posto di una necropoli. Le tombe attribuite a membri eminenti della comunità, le strutture murarie e i mosaici con iscrizioni dedicate hanno fornito informazioni sulle pratiche funerarie e sulla vita religiosa. Le scoperte testimoniano un processo di adattamento e riutilizzo degli spazi urbani. Il progetto, selezionato tra i progetti vincitori del grant Expandere Conscientiae Lumen, ha visto la partecipazione di quaranta studenti e operai locali, con l’obiettivo di formare giovani archeologi tunisini e italiani. L’esperienza ha permesso di combinare la ricerca scientifica con la formazione pratica, contribuendo alla conservazione del tessuto urbano e alla comprensione dell’evoluzione delle città romane nell’Africa e nei loro legami con i reti politiche, economiche e culturali della Mediterranea.

  • Scoperte a Numluli: mosaici, statue e tracce di civiltà romana e vandale
  • Collaborazione tra Università di Sassari e INP tunisien
  • Formazione di giovani archeologi tunisini e italiani

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