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lunedì 19 Ottobre 2026

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Scaffali vuoti nei supermercati del Sud, autotrasportatori in protesta: «A rischio anche le farmacie»

Scioperi degli autotrasportatori causano scorte di alimenti freschi nei supermercati del Sud. Confcommercio stima danni fino a 50 milioni di euro.

Nei supermercati del Sud Italia, i reparti di frutta, verdura, latte e prodotti freschi si trovano spesso vuoti a causa dello sciopero degli autotrasportatori, che bloccano i rifornimenti per il caro carburante. La situazione, segnalata in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia, ha causato preoccupazioni anche per le farmacie, che rischiano di non ricevere i medicinali necessari. Confcommercio ha stimato danni economici compresi tra i 40 e i 50 milioni di euro per la grande distribuzione e la filiera del fresco.

Scioperi e blocchi dei tir rallentano i rifornimenti

I blocchi dei tir, in particolare in Campania e Calabria, stanno riducendo la velocità dei trasporti, con conseguenze immediate sui supermercati. In alcune zone, i clienti hanno iniziato a fare scorte per evitare di rimanere senza prodotti essenziali. In un supermercato di Napoli, un cartello ha segnalato la mancanza di alcuni alimenti, mentre in Sicilia e Calabria si registrano difficoltà anche per uova, pasta e acqua. In Campania, i disagi interessano Napoli, Caserta e diversi comuni della provincia di Salerno, mentre nel Foggiano i consumatori devono girare tra diversi supermercati per completare la spesa.

Le proteste degli autotrasportatori hanno causato un blocco totale delle consegne di alimenti freschi, con conseguenze dirette sui punti vendita.

La protesta degli autotrasportatori, che si concentra sul caro carburante, ha rallentato le consegne, con conseguenze dirette sui punti vendita. In Campania, i manifestanti hanno fermato le operazioni di carico e scarico nei magazzini della grande distribuzione, causando un blocco delle merci. In Calabria, i trasportatori aderenti a Fedralog sono fermi da venerdì 16 ottobre, mentre in Sicilia, nonostante l’annuncio di consentire il trasporto di frutta e verdura, i rifornimenti arrivano a singhiozzo. Coldiretti Puglia ha denunciato che le celle frigorifere sono piene di prodotti che non riescono a raggiungere i centri di distribuzione, con alcuni camion carichi di alimenti deperibili fermi sulle strade.

Le conseguenze economiche e i rischi per la filiera alimentare

Secondo Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti, le scorte di alcune catene di supermercati sono scese al 50%. Se le consegne non riprenderanno, nel giro di pochi giorni potrebbero mancare del tutto i prodotti freschi. Il rischio riguarda anche le farmacie, che potrebbero incontrare difficoltà nei rifornimenti. La situazione è particolarmente critica per i prodotti che richiedono tempistiche estremamente rapide per essere trasportati e commercializzati, e che, in molti casi, potrebbero non arrivare mai a destinazione.

Confcommercio ha stimato danni economici compresi tra i 40 e i 50 milioni di euro per la grande distribuzione e la filiera del fresco.

Per capire quando potranno riprendere regolarmente le consegne, bisnerà attendere l’esito dell’incontro tra il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e gli autotrasportatori, previsto per martedì 20 ottobre alla prefettura di Milano. In mattinata, il ministro vedrà le associazioni nazionali e i sindacati, nel pomeriggio i rappresentanti dei movimenti spontanei. Alcuni manifestanti hanno già annunciato che senza risposte concrete la protesta continuerà. E finché i camion resteranno fermi, anche il ritorno alla normalità nei supermercati rimarrà incerto.

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