Un badante cingalese di 63 anni, accusato di aver violentato una donna di 91 anni, non sarà mai processato. L’episodio, avvenuto in un’abitazione del centro storico di Padova, ha scatenato una serie di eventi che hanno portato all’espulsione del lavoratore straniero e alla decisione di un non luogo a procedere. La figlia della vittima, dopo aver visto un video registrato da una telecamera di sicurezza, ha denunciato l’episodio e ha presentato una querela alla polizia. Le indagini hanno confermato l’accaduto, ma il giudice ha deciso di non aprire un procedimento penale.
Violenza sessuale e espulsione
Lo straniero, che aveva il compito di assistere la pensionata, è stato accusato di violenza sessuale aggravata. Tuttavia, non si è presentato all’udienza preliminare davanti al Gup Maria Luisa Materia, poiché lo scorso 9 settembre è stato espulso dall’Italia. Il giudice di pace ha dato il benestare al rimpatrio, che è stato effettuato su un volo di linea diretto a Colombo, in Sri Lanka. Il 63enne non potrà rientrare in Italia per cinque anni, altrimenti sarà subito arrestato. La figlia ha espresso la sua profonda tristezza, dicendo di essere “molto affranta” e di attendere la decisione del giudice. L’anziana, dopo essere stata visitata dai medici del pronto soccorso, non ha mostrato segni di violenza fisica. La donna ha anche licenziato il badante sul posto, dopo averlo affrontato e constatato la sua totale indifferenza per quanto era accaduto.
Le indagini e le prove
Le indagini sono state avviate dopo che la figlia ha fornito al sostituto procuratore Sergio Dini parte del video registrato da una telecamera di sicurezza. Nella registrazione si vede lo straniero nudo sopra la pensionata nuda distesa sul letto. La prova è stata considerata schiacciante dall’accusa, che ha chiesto un processo. Tuttavia, il giudice ha optato per un non luogo a procedere, probabilmente a causa dell’espulsione e della mancanza di ulteriori elementi.
Lo straniero, che aveva chiesto un interprete per la difesa, non è stato ascoltato. L’avvocato Marco Favero ha rappresentato il 63enne in tribunale, mentre la legale Emanuela Giraldo ha agito come parte civile. La donna, dopo aver visto il video, ha tentato di parlare direttamente al badante, ma l’uomo ha cercato di giustificarsi dicendo: “Non sono io quello inquadrato dalla telecamera”. La situazione rimane complessa, ma il processo non è stato aperto. La figlia, pur provata, ha deciso di non proseguire con azioni legali, preferendo concentrarsi sulla salute della madre. L’episodio ha suscitato dibattiti su temi come la violenza domestica, la protezione delle persone anziane e la gestione delle relazioni tra lavoratori stranieri e familiari.



