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martedì 20 Ottobre 2026

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Cronaca

Incendi dolosi nel Cuneese, un volontario Aib indagato per aver appiccato nove roghi

Un volontario Aib del Piemonte indagato per aver provocato nove incendi boschivi tra primavera e estate 2026.

Un uomo di 39 anni, originario di Villanova Mondovì e residente a Peveragno, è indagato per aver appiccato nove incendi boschivi tra la primavera e l’estate 2026 nel Cuneese. Gli episodi, verificatisi tra il periodo pasquale e la seconda metà di agosto, hanno interessato i territori di Chiusa di Pesio, Peveragno, Villanova Mondovì e Pianfei. L’uomo, appartenente al Corpo Volontari Aib (Anti Incendi Boschivi) della Regione Piemonte, è sospettato di aver provocato deliberatamente diversi roghi, approfittando delle condizioni di particolare siccità della vegetazione e delle elevate temperature.

Indagini dei Carabinieri Forestali

Le indagini, condotte dal Nucleo Carabinieri Forestale di Mondovì, si sono sviluppate in più fasi, anche alla luce della ripetizione degli episodi. Gli investigatori hanno ricostruito un quadro indiziario che ha portato all’iscrizione dell’uomo nel registro degli indagati. I sospetti sono emersi dalle ricognizioni e dai rilievi effettuati nelle aree interessate dalle fiamme, insieme all’analisi delle registrazioni degli impianti di videosorveglianza. L’attività investigativa ha permesso di raccogliere progressivamente elementi utili a individuare il presunto responsabile.

La contestazione riguarda il reato di incendio boschivo doloso, previsto dall’articolo 423-bis del Codice penale. La norma contempla una pena da sei a dieci anni di reclusione. Viene inoltre contestata l’aggravante legata alla violazione dei doveri connessi allo svolgimento di incarichi o servizi nell’ambito della prevenzione e della lotta attiva contro gli incendi boschivi. L’uomo dovrà essere valutato nelle successive fasi del procedimento: l’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a una condanna.

Danni ambientali e rischi per i soccorritori

Gli incendi boschivi hanno provocato danni significativi agli ecosistemi e al paesaggio, con costi elevati per le operazioni di spegnimento. Gli interventi espongono inoltre a rischi il personale impegnato, dai Vigili del Fuoco ai volontari Aib. La scorsa estate il Piemonte è stato interessato da condizioni ambientali particolarmente critiche, tanto da rendere necessaria una prolungata dichiarazione regionale dello stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi. Secondo i Carabinieri Forestali, l’esito dell’indagine rappresenta un risultato importante nel contrasto agli incendi dolosi, un fenomeno che richiede particolare attenzione anche in considerazione delle condizioni climatiche sempre più estreme e della vulnerabilità del territorio. Gli incendi si sono verificati in diverse località del Cuneese, tra cui Monte Calvario e Rolando a Villanova Mondovì, e nei pressi dell’omonimo lago a Pianfei. L’area interessata dalle fiamme ha raggiunto una superficie boschiva di circa due ettari.

Le fiamme hanno interessato diverse zone del territorio, tra cui Cavanero e Peschiere a Chiusa di Pesio, Salto dell’Asino e Valfredda a Peveragno. Altri incendi sono stati registrati a Villanova Mondovì e a Pianfei. L’indagine ha permesso di ricostruire un quadro completo degli episodi e di individuare il responsabile. L’uomo è stato iscritto nel registro degli indagati dopo un’attività investigativa durata diversi mesi nel corso del 2026.

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