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martedì 20 Ottobre 2026

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Cronaca

Poliziotto indagato per ferimento di Basoccu torna al lavoro senza arma

Poliziotto indagato per ferimento di Basoccu torna al lavoro senza arma dopo parziale accoglimento ricorso

Il poliziotto Michele Sordillo, indagato per aver ferito alla testa Marco Basoccu con un lacrimogeno durante il derby Torino-Juventus del 24 maggio scorso, può tornare a lavorare e riprendere uno stipendio intero. Il tribunale del Riesame ha accolto parzialmente il ricorso degli avvocati Paolo Chicco e Lucietta Gai, che difendono il quarantenne Sordillo. La sospensione per un anno, stabilita dal giudice per le indagini preliminari, è stata revocata in parte, permettendo al poliziotto di riprendere il lavoro in ufficio, senza necessità di portare le armi, per almeno 12 mesi.

Indagini in corso e incidente probatorio

Le indagini sono ancora in corso e il gip ha disposto un incidente probatorio sull’ogiva metallica del lacrimogeno, su tre pietre e sul cappellino di Basoccu. Accertamenti irripetibili sono affidati al perito balistico Luca Soldati e al medico legale Roberto Testi, che hanno iniziato a cercare elementi compatibili tra le lesioni riportate dal tifoso e le tracce sul lacrimogeno o sulle pietre. Il ricorso del pm Paolo Scafi, che aveva ribadito la richiesta degli arresti domiciliari, è stato respinto.

Il processo dovrà concludersi prima, con una completa assoluzione, per permettere al poliziotto di tornare a lavorare in modo pieno e senza ulteriori restrizioni. L’avvocato Chicco ha espresso fiducia nel processo e nella sua assoluzione, sottolineando che il suo assistito è contento di tornare a lavoro e che l’incidente probatorio dimostrerà la sua estraneità ai fatti.

La situazione di Marco Basoccu

Marco Basoccu, commercialista, è stato dimesso più di quattro mesi fa dalle Molinette, dove è stato ricoverato per diverse settimane. Non è ancora potuto tornare alla vita di prima. Il padre, Pierluigi, ha spiegato che «la ferita non si è ancora rimarginata completamente». L’uomo ha più volte puntato il dito sulla gestione dell’ordine pubblico di quel giorno, sottolineando che «le tifoserie avrebbero dovuto rimanere separate».

La gestione dell’ordine pubblico durante il derby è stata oggetto di critiche, con l’attenzione su come le forze dell’ordine hanno gestito la situazione di tensione tra le tifoserie. L’inchiesta parallela sulla guerriglia scoppiata nel piazzale davanti allo stadio ha portato all’arresto in flagranza di 10 tifosi, a cui si sono aggiunte 22 misure, tra divieti di dimora a Torino e obblighi di firma, a tifosi granata e bianconeri sparsi tra Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna. Altri 20 sono stati denunciati, per un totale di 52 accusati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, rissa, travisamento e lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive.

Il giudice ha scritto negli atti che «è stata un’azione collettiva contro i pubblici ufficiali», che cercavano di tenerli lontani. L’incidente probatorio e le indagini proseguono, con l’ausilio di esperti, per chiarire i fatti e determinare la verità. Nel frattempo, il poliziotto Sordillo, che ha ripreso il lavoro in ufficio, ha espresso fiducia nel processo e nella sua assoluzione. «Uno stipendio con cui potrà mantenere la sua famiglia» ha commentato l’avvocato Chicco, sottolineando la soddisfazione sia per il suo assistito che per l’amministrazione pubblica, che potrà continuare ad avvalersi del lavoro del poliziotto. Il processo, però, dovrà concludersi prima, con una completa assoluzione, per permettere al poliziotto di tornare a lavorare in modo pieno e senza ulteriori restrizioni.

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