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martedì 20 Ottobre 2026

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Le minacce sociali ai tennisti: una piaga che colpisce i giocatori di medio-basso livello

Minacce sociali ai tennisti, una piaga che colpisce i giocatori di medio-basso livello

Un coach e opinionista tennistico ha raccontato di aver ricevuto una lettera minacciosa con disegni di bara, dopo aver allenato Simone Bolelli. Claudio Pistolesi, nel corso di un’intervista, ha parlato di una situazione che riguarda un fenomeno sempre più diffuso: le minacce sociali da parte di scommettitori. L’episodio, avvenuto nel 2008, ha segnato un momento drammatico nella sua carriera e ha messo in luce un problema sociale che colpisce soprattutto i tennisti di medio-basso livello.

Minacce sociali e scommesse: un problema crescente

Secondo Pistolesi, il fenomeno delle minacce sociali è legato alla tecnologia e alla difficoltà di vita. “È un problema sociale e mentale molto pesante, legato alla tecnologia che c’è oggi, legato alla difficoltà di vita, alla qualità di vita che c’è oggi, all’incremento della povertà”, ha spiegato. I tennisti, soprattutto quelli che non raggiungono i vertici del mondo, diventano bersaglio di scommettitori che cercano scorciatoie per guadagnare soldi. “Perché cerca la scorciatoia di guadagnare soldi attraverso le scommesse”, ha sottolineato il coach.

Un episodio drammatico: la lettera con la bara

Il caso di Simone Bolelli, che Pistolesi allenava, ha rappresentato un momento drammatico. “Quando allenavo Simone Bolelli mi è arrivata una lettera a casa e meno male che l’ho aperta io, perché non stavo spesso a Roma”, ha ricordato. La lettera, spedita da Brescia, conteneva minacce di morte e un disegno di bara. “Diceva: ‘Tu finirai qua dentro, fai schifo’”, ha detto Pistolesi. L’episodio ha spinto il coach a denunciare la situazione ai carabinieri, ma la denuncia è finita nel vuoto. “Denuncia contro ignoti, che però è andata nel vuoto”, ha concluso. L’episodio, pur avvenuto quasi vent’anni fa, rappresenta una fotografia di un problema che si ripete oggi. “È la fotografia di questo momento attuale”, ha sottolineato Pistolesi, che ha anche parlato del caso di Flavio Cobolli, che ha ricevuto insulti sui social dopo una sconfitta.

Un problema che riguarda tutti i tennisti

Il coach ha sottolineato che il fenomeno non riguarda solo i giocatori di alto livello, ma anche quelli di medio-basso livello. “Questo non riguarda solo lui, ovviamente riguarda tutti i giocatori, anche a livello più basso”, ha detto. La tecnologia, che permette una comunicazione diretta con i giocatori, ha reso più facile il diffondersi di queste minacce. “È la tecnologia di oggi che dà accesso a comunicare direttamente con i giocatori”, ha spiegato Pistolesi.

“E quello che non si capisce è come si faccia a non riuscire a trovare e perseguire questa gente malata, questa gente che fa delle vite miserabili”, ha aggiunto. Il coach ha chiesto un intervento per mettere un freno a queste persone sfruttando la tecnologia. “Bisogna mettere un freno a queste persone sfruttando la tecnologia”, ha concluso Pistolesi, che ha espresso speranza per un futuro migliore per i tennisti.

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