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martedì 20 Ottobre 2026

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Cultura

La mostra a Parma esplora la presenza delle donne nell’arte e nella storia

Una mostra a Parma esplora la presenza delle donne nell’arte e nella storia, in occasione dell’ottantesimo anniversario del voto alle donne.

La mostra “Lei. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre”, aperta al Palazzo del Governatore di Parma, esplora la presenza delle donne nell’arte e nella storia, in occasione dell’ottantesimo anniversario del voto alle donne. L’esposizione, voluta da Renata Cristina Mazzantini e curata da Cesare Biasini Selvaggi, nasce dalla collaborazione tra il Comune di Parma e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. L’evento si propone come un’occasione per riflettere sulla distanza tra visibilità e riconoscimento, un tema che ha segnato la condizione femminile per secoli.

Un interrogativo culturale e politico

La mostra si interroga sul posto che le donne hanno avuto nell’immaginazione della nostra società e sul modo in cui, attraverso l’arte, possiamo finalmente imparare a riconoscerle nella loro irriducibile individualità. L’ottantesimo anniversario del voto alle donne ha reso particolarmente rilevante questo interrogativo. Il 1946 segnò una svolta decisiva nell’ingresso delle italiane nella piena cittadinanza politica e cambiò il soggetto stesso della democrazia. Ricordarlo oggi significa chiedersi quanto quella conquista abbia trasformato anche le nostre abitudini mentali.

La mostra propone una riflessione su come l’arte possa contribuire a una comprensione più ricca della realtà. Per secoli la presenza femminile ha attraversato la vita sociale come un sottotesto essenziale: indispensabile agli affetti, alla cura, alla trasmissione della cultura, eppure spesso subordinata quando si trattava di attribuire autorità, autonomia, voce pubblica. Il riconoscimento di questa presenza modifica l’intero racconto, cambiando ciò che sappiamo delle donne, ma anche ciò che sappiamo degli uomini e delle relazioni attraverso cui una società prende forma.

Un percorso di senso compiuto

La mostra è organizzata in sette sezioni tematiche che permettono di attraversare questa trasformazione senza costringere le opere in una semplice successione cronologica. Il dialogo fra linguaggi e tempi diversi costruisce un percorso di senso. La donna come ideale, la donna come enigma, la conquista di una postura autonoma, il corpo e il volto come luoghi dell’identità, l’emergere dell’intimità e della fragilità, fino alla parola e alla denuncia, sono passaggi di una riflessione che coinvolge chi guarda. L’immagine femminile rivela progressivamente le condizioni della propria costruzione come persona e lo spettatore, seguendola, scopre le condizioni del proprio sguardo. La mostra presenta opere di artisti come Adolfo Wildt, Umberto Boccioni, Dora Maar e Francesca Woodman, tra cui “Atte” (1892 ca.) e “Untitled” (1978), che esemplificano come una donna possa essere al centro di un quadro e restare ai margini della storia.

La mostra si inserisce nel percorso di innovazione che la direttrice Renata Cristina Mazzantini sta imprimendo alla GNAMC. L’apertura a pubblici differenti, le acquisizioni e l’aggiornamento degli studi sono un risultato concreto del lavoro svolto. La collaborazione con il Comune di Parma ha permesso di portare una grande collezione nazionale dentro la vita della città, creando un’occasione di confronto sul presente. La mostra è un esempio di come la cultura possa essere un mezzo per costruire nuove opportunità di accesso e di formazione.

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