Il 20 ottobre 2026, a Marrakech, si è svolta un’importante iniziativa culturale tra Sardegna e Marocco, promossa dall’Istituto Europeo Studi – Ricerca e Formazione in Scienze Bio-Psico-Esistenziali (I.E.S.) e le Rencontres de la Photographie. L’evento, che ha visto la firma di un accordo di cooperazione, ha segnato un passo significativo per la collaborazione tra Italia e Marocco, con un focus particolare sulla Sardegna. La delegazione, guidata dallo psicoterapeuta Massimo Pili, ha stretto un’intesa con le Rencontres de la Photographie, aprendo nuove opportunità per la ricerca e la formazione in psicoterapia e pedagogia attraverso l’uso dell’immagine e della fotografia.
Cooperazione istituzionale e progetti condivisi
L’accordo, firmato durante la sesta edizione del festival internazionale Deux siècles de lumière, mira a valorizzare e ampliare la vocazione dello I.E.S. nell’ambito della ricerca e della formazione. L’obiettivo è sviluppare nuove metodologie per la psicoterapia e la pedagogia, basate sull’uso dell’immagine e della fotografia. Il progetto prevede la formazione di futuri psicologi attraverso approcci innovativi, con un focus su temi come l’identità, le memorie, le tradizioni e il benessere. La collaborazione tra l’I.E.S. e le Rencontres de la Photographie si pone come base per future iniziative condivise, confermando la visione della cultura come strumento imprescindibile per la conoscenza, la salute e la collaborazione internazionale.
La creatività della scelta di immagini si unisce a un’esperienza profondamente bio-psico-esistenziale. L’immagine permette infatti di visualizzare ciò che si sente dentro e che è difficile restituire in una narrazione verbale. L’iniziativa ha assunto particolare rilevanza istituzionale durante la giornata inaugurale presso il Musée Yves Saint Laurent, momento in cui ha partecipato l’Ambasciatore d’Italia in Marocco, S.E. Pasquale Salzano, e la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Rabat, Serena Cinquegrana. La loro presenza ha inserito il progetto nel più ampio quadro della cooperazione e della valorizzazione del patrimonio italo-marocchino.
Residenza d’artista e scambio culturale
A seguire la firma dell’accordo, è stata presentata la proposta del Progetto di residenza d’artista, in cui due fotografe – una sarda e una marocchina – potranno vivere due settimane in Italia e Marocco per sviluppare un’idea che unisca la ricerca fotografica in un paese sconosciuto con vissuti umani e sociali. L’obiettivo è creare un legame tra le esperienze personali e quelle del paese visitato, attraverso un’immagine che risuoni con le tracce e le memorie delle fotografe.
La delegazione dell’Istituto Europeo Studi, guidata dal Presidente e psicoterapeuta Massimo Pili, ha visto la partecipazione della Vicepresidente Maria Teresa Corradduzza, della pedagogista Monica Mandis, insieme a Bruno Manca, Giulio Casu e Carla Cocco, con il ruolo chiave di Fatna El Hamrit quale delegata per il consolidamento dei rapporti per il Marocco e la Francia. La convenzione rappresenta un’opportunità importante per rafforzare il dialogo tra Sardegna e Marocco. Crediamo nel valore dell’incontro tra culture, competenze ed esperienze diverse e nella possibilità di costruire, attraverso la ricerca e la formazione, percorsi condivisi capaci di generare valore per le persone e i territori.
A dare un volto concreto a questo scambio culturale è Silent Synchrony, la mostra del fotografo sardo Priamo Tolu, inaugurata al Sofitel Marrakech Palais Impérial. Curata da Antonio Sanna, l’esposizione raccoglie intensi scatti in bianco e nero realizzati in Sardegna tra il 1983 e il 1993, ritraendo icone internazionali della musica jazz e soul. Il ritratto diviene così un linguaggio universale e un prezioso ponte tra culture. Attraverso cooperazione istituzionale, cura e produzione artistica, il percorso appena avviato si pone come base per future iniziative condivise, confermando la visione della cultura come imprescindibile strumento di conoscenza, salute e collaborazione internazionale. L’iniziativa rappresenta un nuovo e fondamentale passo per la cooperazione culturale tra Italia e Marocco, portando in primo piano la Sardegna e aprendo uno spazio di dialogo internazionale.



