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martedì 20 Ottobre 2026

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Cultura

La Venere di Botticelli scompare: il progetto di Santanchè si dissolve nel nulla

La campagna “Welcome to Meraviglia” di Daniela Santanchè si conclude con il silenzio della Venere di Botticelli.

La Venere di Sandro Botticelli, simbolo di bellezza e cultura, sembra destinata a scomparire nel nulla, insieme al progetto di comunicazione “Welcome to Meraviglia” voluto da Daniela Santanchè. La campagna, lanciata nel 2023 e ribattezzata in seguito, ha visto la dea rinascimentale trasformata in un’immagine influencer, con un budget di nove milioni di euro. Tuttavia, oggi, il progetto si è spento nel silenzio, senza un saluto finale, né un’ultima cartolina o un selfie. La figura della Venere, una sorta di Chiara Ferragni con secoli di storia alle spalle, è scomparsa come un miraggio, lasciando solo un’eco di polemiche e critiche.

Un progetto che si dissolve nel nulla

La campagna, nata come strumento di promozione turistica, aveva già suscitato ironie e dibattiti fin dall’inizio. La scelta di utilizzare un’immagine iconica come simbolo di una campagna moderna ha suscitato commenti contrastanti. La spiegazione ministeriale, fornita con una sobrietà quasi burocratica, ha indicato un cambio di direzione: «Ci stiamo concentrando su una comunicazione più tecnica». Una frase che, seppur neutra, ha lasciato il sospetto di un abbandono del progetto. La Venere, che aveva girato l’Italia dispensando sorrisi e meraviglie, è ora scomparsa, senza traccia, come se fosse mai esistita.

La Venere, una sorta di Chiara Ferragni rinascimentale, è scomparsa nel nulla. La sua figura, che aveva l’obiettivo di conquistare il mondo, si è invece trovata a essere lasciata in visualizzato, senza alcun riconoscimento. La mancanza di un’ultima comunicazione, né un’immagine, né un messaggio, ha lasciato un vuoto. La campagna, che aveva già collezionato polemiche, ironie e critiche, rischia di aggiungere al curriculum l’ultima specialità italiana: le iniziative milionarie che sopravvivono meno delle polemiche che le hanno accompagnate.

Un budget di nove milioni e un risultato incerto

Il budget complessivo per la campagna era di nove milioni di euro, ma il costo specifico della creatività era limitato a 138mila euro. Una distinzione importante, ma non sufficiente a chiarire il destino del progetto. La domanda rimane: che fine ha fatto il progetto e quali risultati ha prodotto? La mancanza di un’ultima comunicazione, né un’immagine, né un messaggio, ha lasciato un vuoto. La Venere, che aveva l’obiettivo di conquistare il mondo, si è invece trovata a essere lasciata in visualizzato, senza alcun riconoscimento.

La Venere, almeno, può consolarsi: Botticelli le ha garantito l’immortalità. Tuttavia, per la sua madrina politica, il compito è più difficile: conquistare il sostegno dei suoi elettori alle prossime elezioni. La storia, in fondo, è una favola: in Italia, persino le divinità possono perdere il posto quando cambia il ministro. La vera meraviglia, ormai, sarebbe sapere dove sono finite le risorse e i risultati di un progetto che ha visto la luce, ma non ha trovato un posto nel mondo reale. La campagna “Welcome to Meraviglia” è un esempio di iniziativa milionaria che, pur avendo un budget elevato, ha rischiato di sopravvivere meno delle polemiche che l’hanno accompagnata.

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