La vicenda di Bio-on, la start-up italiana delle bioplastiche che ha visto il suo valore crollare in un solo giorno, ha acceso nuove domande sull’indagine in corso. Dopo l’archiviazione delle denunce contro il fondo delle Cayman e l’inizio del processo di Appello a Bologna, emergono nuovi elementi che mettono in luce l’ampio perimetro degli operatori finanziari che avevano scommesso contro il titolo. Tra questi, dodici soggetti diversi, tra cui nomi finora sconosciuti, hanno depositato posizioni corte, con dati che non sono mai stati resi pubblici dalla Procura.
Posizioni corte non registrate
Le regole europee richiedono la segnalazione di posizioni corte a partire dallo 0,2% del capitale, ma solo quelle superiori allo 0,5% vengono registrate su Consob. Tra il 2017 e il 2023, sono state registrate 141 notifiche da quattordici operatori diversi. Tuttavia, la Procura ha sempre considerato solo i fondi che avevano superato la soglia del 0,5%, limitando l’indagine a quattro nomi: Engadine Partners, Think Investments, Cadian Capital Management e Ennismore Fund Management. Questo ha sollevato interrogativi su un’indagine non completa, che non ha incluso i fondi che avevano scommesso tra lo 0,2% e lo 0,5%.
Indar Capital e Marshall Wace sono due dei fondi che non erano mai stati menzionati nella Procura, ma le loro posizioni corte potrebbero aver contribuito al crollo del titolo. Indar ha depositato la sua prima notifica il 29 agosto 2019, lo stesso giorno in cui Consob registrava solo i quattro fondi noti. Il 27 settembre, Indar ha comunicato una posizione corta dello 0,30%, una quantità che l’Autorità conosceva perfettamente, ma che non è comparsa nei dati della Guardia di Finanza.
Conflitti di interesse e relazioni professionali
Un altro aspetto emerso riguarda la figura di Barbara Healy, una professionista con esperienza in ambito finanziario. Healy è stata consigliera indipendente di Marshall Wace Asset Management Ireland e, nel 2019, era anche membro dei consigli di amministrazione di quattro veicoli del gruppo Amber Capital. Questo crea un intreccio tra i fondi che hanno shortato Bio-on e le società che hanno un legame con Amber Capital, un gruppo che ha un legame con Giorgio Martorelli, fratello del PM Michele Martorelli, che ha guidato l’inchiesta su Bio-on.
Non ci sono prove dirette di conflitti di interesse, ma la situazione solleva domande sulle scelte fatte durante l’indagine e sulle informazioni non accessibili. La Procura e la società Amber Capital Italia SGR hanno sempre respinto l’ipotesi di conflitti, ma la complessità delle relazioni finanziarie e le informazioni non resi pubblici rimangono un punto di discussione. La questione si complica ulteriormente con il fatto che la posizione di Marshall Wace non è mai stata comunicata al di sotto dello 0,2%, e la sua scommessa potrebbe essere rimasta aperta fino al crollo del titolo. Se ciò fosse vero, la Procura non avrebbe potuto conoscere la posizione completa, e l’indagine non sarebbe stata esaustiva. La richiesta di accesso a questi dati, fatta dagli avvocati, non è mai stata soddisfatta, e la verità rimane ancora oscura.



