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mercoledì 21 Ottobre 2026

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Cronaca

I pm di Roma chiedono di archiviare le accuse contro la “papessa”

I pm romani chiedono di archiviare le accuse contro Chaouqui per mancanza di querela di parte.

La procura di Roma ha chiesto di archiviare le accuse nei confronti di Francesca Immacolata Chaouqui, nota come la “papessa”, per mancanza di querela di parte. L’azione è stata avanzata in base a una richiesta formale presentata dai magistrati, che hanno ritenuto non sussistere le condizioni per proseguire l’indagine. L’inchiesta, originata da una denuncia del cardinale Angelo Becciu, condannato in primo grado per truffa e peculato, ha visto Chaouqui indagata per rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio. I pm hanno sottolineato che le condotte risalenti al 2022 non sono qualificabili come reati procedibili a querela di parte, essendo mancante l’elemento della querela.

Le accuse e le contestazioni

Chaouqui è stata accusata di aver messo in piedi una serie di “macchinazioni” per condizionare il processo contro Becciu, attraverso la figura di Genoveffa “Genevieve” Ciferri, sua socia. Secondo la denuncia del cardinale, Chaouqui avrebbe utilizzato informazioni riservate, accessibili solo ai promotori di giustizia dell’epoca, Alessandro Diddi e Gian Piero Milani, insieme alla gendarmeria vaticana. Le accuse sono supportate da chat e messaggi che hanno finito sotto il faro dei magistrati di piazzale Clodio. Tra le prove, è emerso l’episodio del ristorante “Scarpone”, dove Chaouqui avrebbe spinto Ciferri a invitare Becciu a cena per farlo parlare.

Le dichiarazioni di Ciferri hanno rivelato un prestito di 15mila euro a Chaouqui. Nel verbale di sommarie informazioni reso davanti ai pm romani, Ciferri ha ammesso di aver dato 15mila euro a Chaouqui, «consegnandoli in contanti a titolo di prestito, non ritenendo in seguito di chiederle la restituzione della somma». L’episodio è stato rilevato come una delle accuse principali nei confronti della lobbista. Tuttavia, i magistrati hanno ritenuto che non ci siano elementi sufficienti per proseguire l’indagine, in quanto non è emersa una querela di parte da parte di terzi o pubblici ufficiali.

Le dinamiche del processo Becciu

Il processo Becciu, condannato in primo grado per truffa e peculato, ha visto l’indagine originata da una denuncia del cardinale, licenziato da papa Bergoglio. L’inchiesta ha coinvolto anche il monsignore Alberto Perlasca, accusato di aver ricevuto informazioni riservate. Perlasca ha dichiarato di non essere stato condizionato da alcuno nella sua deposizione contro Becciu. I pm hanno sottolineato che le dichiarazioni di Perlasca non consentono una prognosi favorevole per l’azione penale. Inoltre, il memoriale di Perlasca, che era stato considerato una prova cruciale, è stato ritenuto costruito ad arte da Chaouqui, fintasi un «vecchio magistrato».

Le accuse nei confronti di Chaouqui non sono state sostenute da prove sufficienti. La procura ha anche sottolineato che le condotte non rispondono a reati procedibili a querela di parte. L’archiviazione, quindi, è stata richiesta come misura di chiusura del procedimento, in base alle dichiarazioni e alle prove disponibili. Il caso Becciu segna il tramonto di Diddi, uno dei promotori di giustizia coinvolti nell’indagine. Il processo Becciu ha visto l’indagine originata da una denuncia del cardinale, licenziato da papa Bergoglio, e ha coinvolto diversi personaggi chiave, tra cui il monsignore Alberto Perlasca e i promotori di giustizia Alessandro Diddi e Gian Piero Milani. Le accuse nei confronti di Chaouqui sono state sostenute da chat e messaggi, ma i magistrati hanno ritenuto non sussistere le condizioni per proseguire l’indagine. L’archiviazione è stata richiesta come misura di chiusura del procedimento, in base alle dichiarazioni e alle prove disponibili.

La procura ha anche sottolineato che le accuse nei confronti di Chaouqui non sono state sostenute da prove sufficienti, e che le condotte non rispondono a reati procedibili a querela di parte. L’archiviazione, quindi, è stata richiesta come misura di chiusura del procedimento, in base alle dichiarazioni e alle prove disponibili. Il caso Becciu segna il tramonto di Diddi, uno dei promotori di giustizia coinvolti nell’indagine.

Le dinamiche interne del processo Becciu hanno visto l’interesse di diversi soggetti. L’inchiesta ha visto l’indagine originata da una denuncia del cardinale, licenziato da papa Bergoglio, e ha coinvolto diversi personaggi chiave, tra cui il monsignore Alberto Perlasca e i promotori di giustizia Alessandro Diddi e Gian Piero Milani. Le accuse nei confronti di Chaouqui sono state sostenute da chat e messaggi, ma i magistrati hanno ritenuto non sussistere le condizioni per proseguire l’indagine. L’archiviazione è stata richiesta come misura di chiusura del proced

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