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giovedì 22 Ottobre 2026

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Cultura

Ettore Bassi: «Il teatro è il valore della presenza»

Ettore Bassi parla del teatro come spazio di scambio e impegno civile

Ettore Bassi, attore e interprete di spettacoli teatrali, ha espresso il suo impegno verso il teatro come luogo di scambio e riflessione. «Ragazzi, venite a teatro», ha detto, ricordando le sue origini come mago-presentatore a Olbia. Dopo oltre trent’anni tra televisione, cinema e teatro, il palcoscenico gli offre un valore unico: la presenza. «La televisione e il cinema sono media, per definizione c’è qualcosa che si frappone fra te e il pubblico. A teatro questo intermediario non c’è: ci sei tu che agisci e c’è chi immediatamente raccoglie», ha spiegato. Per Bassi, il teatro non è solo un mezzo di intrattenimento, ma un impegno civile che permette di condividere esperienze e riflessioni con il pubblico.

Il teatro è un dialogo tra attore e spettatore. «Non è un percorso unilaterale: è uno scambio», ha sottolineato Ettore Bassi, sottolineando come il teatro permetta un dialogo tra attore e spettatore. Con il suo spettacolo «Questo matrimonio non s’ha da fare», basato su «I Promessi Sposi» di Alessandro Manzoni, Bassi ha portato in scena una storia che, seppur antica, risulta attuale. «Tutto. La prevaricazione, l’abuso, il desiderio di due giovani di essere padroni del proprio futuro, anche il tragico scenario della peste di Milano del 1630 è sovrapponibile a quello impressionante del Covid», ha detto, mettendo in luce l’attualità del capolavoro letterario.

Un dialogo tra voce e musica

Il lavoro di interprete di Bassi si trasforma quando la voce dialoga con il pianoforte. «Il connubio letterario-musicale è uno stimolo che richiede adattamento e impegno. La musica, composta appositamente, fa emergere un ritmo nascosto, sottolinea e anticipa, la mia voce conferma», ha spiegato. L’esperienza di interpretare un’opera con musiche originali di Marco Beretta ha reso il teatro un luogo di immaginazione e suggestione, in cui il pubblico si immerge con la propria fantasia.

Il teatro è un’occasione per i giovani. Con il monologo «Il sindaco pescatore», ispirato all’omicidio Vassallo, Ettore Bassi ha incontrato migliaia di studenti negli ultimi dieci anni. «Li vedo sempre più soli: il teatro è un’occasione per coinvolgerli, offrire loro una traiettoria dalla quale tirare fuori energie insperate», ha detto. Per Bassi, il teatro non è solo un’esperienza di spettacolo, ma un momento in cui i giovani possono trovare un senso di appartenenza e di partecipazione attiva. «Basta vederli quando entrano in platea: all’inizio sono scettici, poi quando finisce lo spettacolo vedo i loro occhi sprizzare di luce e bellezza», ha osservato, sottolineando l’effetto trasformativo che il teatro può avere sui più giovani.

Manzoni e i personaggi che si rivelano

Bassi ha anche parlato del personaggi manzoniano a cui si è affezionato particolarmente. «È un affresco di umanità che li rende tutti interessanti, perché Manzoni riesce sempre a tirare fuori delle sfumature particolari. Persino nel racconto di don Rodrigo, che non è certo un personaggio simpatico, si trovano contorni che te lo fanno capire. Provo simpatia per don Abbondio, mentre ho riscoperto fra Cristoforo: la sua volontà di prendere posizione, di rischiare e di opporsi all’arroganza è qualcosa di raro che va difeso», ha detto, sottolineando l’importanza di una narrazione che si pone in dialogo con il presente.

«Io voglio mettermi a disposizione per provare insieme a riflettere in un mondo che ci appiattisce», ha concluso Ettore Bassi, rafforzando l’idea che il teatro non è solo un’esperienza artistica, ma un’occasione per condividere e riflettere insieme.

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