Il Salento, pur non essendo in lutto per blocchi di autotrasportatori, si trova al centro di un allarme lanciato da Confindustria per le conseguenze economiche e logistico-produttive che derivano dalle proteste in tutta la Puglia e del Mezzogiorno. Il presidente degli industriali leccesi, Valentino Nicolì, ha sottolineato come le imprese locali, in particolare quelle del settore manifatturiero, meccanico, agroalimentare e edile, rischiano di subire gravi danni a causa delle interruzioni delle forniture e delle consegne. La situazione, aggravata dai costi energetici elevati e dalle incertezze dei mercati internazionali, mette in pericolo la regolarità delle attività produttive.
La protesta contro il caro carburanti, che ha visto la mobilitazione in diverse regioni, non ha interessato la Sicilia, dove la protesta è stata revocata. In Puglia, Campania e Calabria, invece, la mobilitazione prosegue, sebbene con modalità diverse. A Lecce, non ci sono blocchi degli autotrasportatori, ma la protesta rischia di provocare conseguenze sempre più pesanti per le imprese locali. Confindustria ha sollecitato un’intesa rapida tra governo e rappresentanze della categoria per evitare l’interruzione delle forniture e delle consegne.
Intervento governativo e criticità in alcune aree
Il governo ha annunciato lo sblocco immediato di 480 milioni di euro, nell’ambito di interventi complessivi per oltre un miliardo, che, secondo il centrosinistra, erano già dovuti in relazione a impegni precedentemente assunti. Tuttavia, restano criticità in alcune aree, come Poggio Imperiale, San Severo e Candela, dove le difficoltà si mantengono. Nel Nord Barese si segnalano difficoltà a Corato e Bitonto, con camion carichi di prodotti agricoli fermi e consegne rallentate. In Campania, i presidi hanno provocato chiusure e limitazioni della circolazione lungo importanti raccordi autostradali.
Confindustria ha espresso preoccupazione per il protrarsi della protesta, che potrebbe mettere in ginocchio le imprese, provocando danni anche irreversibili. Comprendiamo le ragioni e le difficoltà degli autotrasportatori, alle prese con costi del carburante sempre più gravosi – afferma Nicolì – ma è indispensabile che il governo e le rappresentanze della categoria trovino, in tempi brevissimi, un’intesa concreta. Servono risposte efficaci, a partire da interventi sul costo dei carburanti, per sostenere il settore del trasporto e contenere gli effetti sull’intera filiera produttiva.
Un progetto per diversificare i trasporti
Confindustria ha anche richiamato l’importanza di diversificare le modalità di trasporto delle merci, puntando su soluzioni intermodali. Il progetto di riattivazione dello scalo ferroviario di Lecce-Surbo, aggiudicato alla società Terminal Surbo Srl a settembre, rappresenta un passo avanti dopo anni di inattività. Il ripristino dell’infrastruttura potrebbe offrire alle aziende salentine un’alternativa almeno parziale al trasporto esclusivamente stradale, favorendo l’intermodalità e riducendo la dipendenza dai collegamenti su gomma. È un patrimonio da tutelare: le aziende devono poter lavorare, ricevere le materie prime e garantire la regolarità delle consegne, conclude Nicolì. Nel Salento operano eccellenze del manifatturiero, della meccanica, dell’agroalimentare e dell’edilizia che hanno investito in qualità e innovazione, conquistando mercati anche all’estero. La situazione richiede interventi concreti per salvaguardare la produttività e la competitività del territorio.



