Un episodio drammatico ha scosso l’istituto alberghiero Giovanni Giolitti di Torino, dove un professore ha dato uno schiaffo a un studente minorenne durante l’occupazione della scuola. L’evento, ripreso da alcuni studenti e diffuso in chat, ha suscitato reazioni forti tra i ragazzi, che lo hanno definito un “abuso di potere”. La scena, avvenuta durante un momento di tensione tra docenti e alunni, ha acceso una polemica che coinvolge non solo la comunità scolastica, ma anche i genitori e le autorità locali.
Occupazione e reazioni degli studenti
Durante l’occupazione, alcuni studenti avevano creato una barricata con materiali presenti al piano terra per impedire l’ingresso dei professori. Il docente, responsabile della sicurezza dell’istituto, è riuscito a superare la barricata e ha dato uno schiaffo a un minorenne che tentava di bloccarlo. La reazione degli studenti, immediatamente dopo, è stata di rabbia e protesta. Non possiamo normalizzare un abuso di potere, hanno dichiarato alcuni di loro, sottolineando che il gesto non può essere giustificato nemmeno per motivi di sicurezza. La madre del ragazzo colpito è arrivata a scuola per parlare con il preside, mentre i genitori degli studenti sono stati informati che i figli dovranno essere ripresi e riportati per il doposcuola. L’episodio, purtroppo, non è stato isolato: alcuni studenti hanno riferito che il docente aveva già spinto altri studenti il giorno prima dell’occupazione. È una situazione che ci fa arrabbiare molto, hanno commentato, sottolineando l’importanza di un ambiente scolastico in cui nessuno possa sentirsi autorizzato a usare la forza.
Chiarimenti e provvedimenti in arrivo
La presidenza dell’istituto ha comunicato l’intenzione di prendere provvedimenti, ma i ragazzi chiedono una risposta più concreta. «La scuola debba ascoltare gli studenti coinvolti e chiarire la dinamica dei fatti», hanno concluso. Inoltre, i ragazzi hanno espresso la volontà di mobilitarsi per evitare che episodi del genere vengano minimizzati o normalizzati. «Siamo intenzionati a mobilitarci affinché arrivino risposte concrete», hanno aggiunto, sottolineando l’importanza di un ambiente scolastico sicuro e rispettoso.
Il dirigente scolastico, Luigi Piscopo, non ha ancora rilasciato dichiarazioni, ma la situazione continua a suscitare preoccupazioni. Gli studenti, in attesa di una risposta chiara e concreta, continuano a mobilitarsi, sperando che la scuola affronti l’episodio con la serietà che merita. Alcuni studenti hanno anche riferito che il docente avrebbe agito per motivi di sicurezza, ma questa giustificazione non è stata accettata dagli studenti. «Se fosse stato davvero preoccupato, non avrebbe dovuto alzare le mani su un minorenne», hanno affermato. La scuola, quindi, è chiamata a chiarire la dinamica dei fatti e a prendere provvedimenti concreti, senza minimizzare o normalizzare comportamenti simili.
La situazione ha acceso una discussione più ampia sul ruolo degli insegnanti e sul rispetto degli studenti all’interno dell’ambiente scolastico. Gli studenti, in particolare, hanno espresso la loro frustrazione e la loro volontà di essere ascoltati. «Siamo arrabbiati e crediamo che tutto questo debba essere affrontato seriamente», hanno dichiarato, sottolineando l’importanza di un ambiente scolastico in cui tutti siano rispettati e ascoltati.



