Un 11enne milanese, identificato come «casseur» durante la guerriglia di sabato 17 ottobre, è stato fermato dai carabinieri mentre era a scuola. Il ragazzo, italiano e residente a Barona, nella periferia sud di Milano, è il più giovane tra i fermati dopo gli scontri che hanno scosso la città. I video in cui compare vestito di scuro e con il passamontagna sono diventati virali sui social, mostrando il ragazzo con vestiti e cinture rubati e in un altro momento vicino a un cestino dato alle fiamme, come un consumato «casseur». Nonostante l’età, che lo colloca sotto i 14 anni e quindi non imputabile, nei suoi confronti potrebbe essere emessa una segnalazione alla procura dei minori e ai servizi sociali.
Un caso di furti e violenza in piazza
Il ragazzo è stato identificato insieme a un 16enne marocchino, anch’egli coinvolto negli scontri. Quest’ultimo, diventato virale per aver rubato il cappellino di un ufficiale dell’Arma, è stato contestato per reati come devastazione, saccheggio, furto e vilipendio alle Forze armate. Il 16enne, originario di Desio in provincia di Monza, è sopra la soglia di impunibilità e quindi potrebbe essere indagato. Il 11enne, invece, non è imputabile ma potrebbe essere segnalato per eventuali interventi di protezione. I carabinieri lo hanno trovato a scuola, dove frequenta regolarmente la seconda media.
Le famiglie dei ragazzi fermati hanno espresso preoccupazione e disapprovazione. In un video, un genitore ha detto: «Mio figlio? Un pirla. Gli avrei spaccato la testa». Queste reazioni riflettono la tensione sociale derivante dagli episodi di violenza e furti in piazza. Mentre i carabinieri cercano di chiarire i fatti, i social media continuano a diffondere immagini e testimonianze che alimentano il dibattito pubblico.
La situazione in fase di chiarimento
La guerriglia di Milano ha messo in luce i rischi di una generazione in cerca di riconoscimento e di attenzione, spesso espressa attraverso azioni estreme. Il caso del 11enne e del 16enne rappresenta un esempio di come i comportamenti radicali possano coinvolgere anche i più giovani, spesso senza una piena consapevolezza delle conseguenze. Mentre le indagini proseguono, la comunità cerca di comprendere le cause di tali episodi e trovare soluzioni adeguate. La situazione rimane in fase di chiarimento, con i carabinieri che proseguono le indagini. I servizi sociali valutano eventuali interventi per il 11enne, mentre il 16enne potrebbe essere indagato per reati gravi. La comunità attende risposte concrete e misure preventive per evitare futuri episodi di violenza e furti in piazza.
- Il 11enne è stato identificato durante gli scontri a Milano.
- Il 16enne marocchino è stato contestato per reati gravi.
- Le famiglie dei ragazzi fermati hanno espresso preoccupazione.
Il caso del «casseur» milanese rappresenta un episodio significativo, che ha acceso dibattiti e preoccupazioni su una generazione in cerca di visibilità, spesso attraverso azioni estreme. La comunità attende risposte concrete e misure preventive per evitare futuri episodi di violenza e furti in piazza.



