Martedì 10 novembre, a Materia Spazio Libero a Castronno, si terrà l’ottava CAImanight, un evento dedicato alla speleologia che permetterà al pubblico di scoprire il mondo sotterraneo. L’evento, organizzato dal CAI Carnago, si svolgerà alle ore 21 e sarà l’occasione per conoscere le grotte del Varesotto e di altre regioni del mondo. Luca Cirea, giovane speleologo del CAI Carnago, sarà l’ospite principale e racconterà le sue esperienze e le caratteristiche del mondo ipogeo.
Un mondo sconosciuto ma vicino
La speleologia è un’attività che permette di esplorare luoghi spesso sconosciuti ma molto vicini al nostro territorio. In provincia di Varese, sono presenti circa 400 cavità naturali, con grotte che si sviluppano per centinaia di metri sotto le montagne. Questi ambienti, con temperature costanti di 8-10°C e umidità relativa superiore al 90%, ospitano torrenti sotterranei e saloni alti decine di metri. La grotta Marelli, ad esempio, presenta un grande salone di 50 metri, mentre la Grotta del Frassino è ricca di stalattiti e strettoie suggestive.
La preparazione e la sicurezza in grotta
Esplorare una grotta richiede non solo passione, ma anche preparazione e attrezzatura specifica. Gli speleologi si dotano di casco, lampada frontale e tuta speleologica, mentre l’imbrago è un elemento essenziale per la progressione in sicurezza. L’uso di corde e sistemi di sicurezza è cruciale, soprattutto in tratti verticali o insidiosi. Il lavoro di squadra è fondamentale: ogni membro del gruppo deve essere in grado di assistere i compagni in caso di emergenza, poiché in grotta non esiste linea telefonica o radio.
La speleologia non richiede necessariamente un fisico particolarmente allenato, ma un allenamento psicofisico sufficiente, simile a quello necessario per un’escursione in montagna. La principale differenza risiede nel fatto che spesso la parte più faticosa è il ritorno, visto che si deve risalire da dove si è entrati. La conoscenza delle tecniche di progressione e la capacità di osservare l’ambiente sono fondamentali per garantire la sicurezza. La sicurezza in grotta dipende molto dal lavoro di squadra e dall’attenzione a ogni dettaglio. Ogni speleologo deve essere consapevole del proprio livello di stanchezza e di quello dei compagni, poiché in fondo o in un angolo remoto è fondamentale riuscire a tornare indietro sulle proprie gambe. In caso di sfinimento, è necessario attendere un periodo sufficiente per riprendersi o, in alternativa, coadiuvare il socio issandolo sulle corde tramite un sistema di paranchi.
Le grotte non solo rappresentano un’esperienza emozionante, ma anche un’importante fonte di informazioni sull’ambiente. La speleologia permette la mappatura di acquiferi che alimentano gli acquedotti e contribuisce al monitoraggio della qualità dell’acqua. In passato, ad esempio, l’inquinamento da idrocarburi sul Campo dei Fiori è stato individuato grazie all’analisi delle grotte da parte degli speleologi. Inoltre, i cambiamenti climatici hanno effetti significativi sulle grotte, come il collasso di quelle glaciali a causa dell’arretramento dei ghiacciai.
Le grotte possono rivelare tracce della storia geologica e della biodiversità. Alcune contengono cristalli di gesso, graffiti preistorici o reperti fossili. In Islanda, ad esempio, le grotte glaciali sono il risultato dell’interazione tra vulcani e ghiacciai, mentre in Venezuela si trovano grotte nella quarzite. La conoscenza di queste strutture è fondamentale per comprendere l’evoluzione del territorio e per proteggerlo. Chiunque sia curioso di scoprire il mondo sotterraneo può rivolgersi alle Sezioni CAI della zona, che organizzano accompagnamenti e corsi di speleologia. L’evento di Materia è l’occasione perfetta per iniziare questa avventura, con l’opportunità di conoscere le grotte del Varesotto e di altre regioni del mondo.



