Il 2026 segna un ulteriore passo avanti per chi vive in affitto, con l’attivazione di nuove agevolazioni e bonus finalizzati a ridurre i costi del canone di locazione. Tra detrazioni fiscali, contributi per famiglie in difficoltà e benefici specifici per studenti e giovani, lo Stato ha messo a disposizione diverse forme di supporto. L’obiettivo è sostenere le famiglie che si trovano in situazioni di disagio economico e non riescono a far fronte alle spese per l’affitto. Per accedere a questi aiuti, è necessario rispettare determinati requisiti, tra cui l’Isee e la regolarità del contratto di affitto.
Detrazioni per il canone d’affitto
La generalità dei cittadini che vivono in affitto può beneficiare di detrazioni fiscali per il canone di locazione. Per i lavoratori con redditi inferiori a 15.493,71 euro l’anno, la detrazione è pari a 495,80 euro, mentre per quelli con redditi compresi tra 15.493,71 e 20.987,41 euro l’anno, la detrazione è di 247,90 euro. Per i lavoratori che spostano la propria residenza per motivi di lavoro, la detrazione è più alta per i primi 3 anni, a condizione che l’immobile sia nel Comune di lavoro o in un Comune limitrofo e che la distanza rispetto alla precedente residenza sia almeno di 100 chilometri.
Per i giovani tra i 20 e i 31 anni non compiuti, è prevista una detrazione del 20% sul canone di locazione, con un massimo di 2.000 euro l’anno. In caso la detrazione al 20% risulti inferiore a 991,60 euro, questa cifra viene riconosciuta come detrazione base.
Agevolazioni per studenti e famiglie in difficoltà
Per gli studenti universitari che studiano in un’università a almeno 100 chilometri di distanza dal Comune di residenza, è prevista una detrazione al 19% sul canone di locazione, con un tetto massimo di 2.633 euro l’anno. La detrazione massima annuale è pari a 500,27 euro. Inoltre, per i genitori separati o divorziati che devono lasciare la casa familiare e vivere in affitto, è previsto un bonus specifico. L’obiettivo è sostenere l’economia del genitore che deve provvedere al sostentamento dei figli e garantire loro un ambiente dignitoso durante i periodi di visita.
Il Fondo morosità incolpevole è attivo per chi ha ricevuto uno sfratto e si trova in situazioni di disagio economico. Per accedere al fondo, è necessario che l’Isee non superi i 26.000 euro l’anno e che il contratto di affitto sia regolarmente registrato. Il contributo erogato è pari alla differenza tra il canone di locazione di un alloggio popolare tipo e quello effettivamente pagato. L’immobile non deve appartenere a una categoria di lusso e deve essere stato occupato per almeno un anno.
Per i dipendenti che ricevono un rimborso per l’affitto come fringe benefit, sono previsti tetti massimi di esenzione dalle tasse. Per i dipendenti senza figli a carico, il tetto è di 1.000 euro l’anno, mentre per quelli con figli a carico, il tetto è di 2.000 euro l’anno. Se il beneficio supera il tetto, l’intero importo è tassabile. Per ricevere il fringe benefit, il dipendente deve soddisfare determinati requisiti, tra cui la regolarità del contratto di affitto e la concordanza con il datore di lavoro.



