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mercoledì 16 Settembre 2026

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Carlo Rapicavoli e Chiara Casarin si sposano dopo una storia di amicizia e affetto

Carlo Rapicavoli e Chiara Casarin si sposano dopo una storia di amicizia e affetto

Carlo Rapicavoli, storico direttore generale della Provincia di Treviso e attuale direttore dell’Anci e Upi Veneto, e Chiara Casarin, ex funzionaria del Sant’Artemio, si sposano dopo una storia di amicizia durata decenni. La cerimonia, tenuta in segreto e in forma privata, si svolgerà il 16 settembre 2026 in una chiesetta di campagna, con la partecipazione di pochi testimoni. La decisione di unirsi in matrimonio è nata da un desiderio di dare un nome al futuro, superando le remore e l’imbarazzo, e scegliendo di vivere la propria vita con fiducia.

Una storia di amicizia e affetto

La loro storia inizia negli anni ’90, quando Carlo e Chiara, entrambi impegnati in attività pubbliche, si sono conosciuti e hanno costruito un legame basato su passioni comuni come il teatro e la musica. Chiara, nota per la sua ospitalità e la sua energia, ha reso la sua casa un luogo di incontro per colleghi e amici, mentre Carlo è diventato una figura stabile e presente nella sua famiglia. La loro amicizia, pur rispettosa e riservata, ha trovato un nuovo significato nel tempo. La loro decisione è nata da un desiderio di dare un nome al futuro. Dopo la scomparsa del marito di Chiara, Franco, nel 2020, la loro relazione ha subito un cambiamento. Carlo ha scelto di non restare a guardare, ma di entrare attivamente nella vita di Chiara, trovando un sostegno reciproco e un senso di appartenenza.

Un passo verso l’imprevedibile

La decisione di sposarsi è arrivata quasi improvvisamente, dopo che la malattia ha portato via il marito di Chiara, Franco, nel 2020. Dopo un periodo di solitudine, Carlo ha scelto di non restare a guardare, ma di entrare attivamente nella vita di Chiara. Anno dopo anno, il loro rapporto si è trasformato in un sostegno reciproco, condividendo libri, film e semplici conversazioni. La scelta di unirsi in matrimonio è nata da un desiderio di dare un nome al futuro, senza rimandare e senza paura.

«Voglio chiamarti mia moglie», ha detto Carlo, unendo il loro destino in un momento di lucidità e fiducia. La loro unione non cambia la quotidianità, ma ne modifica il senso, trovando un equilibrio tra le loro personalità: la serietà e la riservatezza di Carlo e l’energia e la creatività di Chiara. La loro storia è un esempio di come l’amore possa nascere da un’amicizia profonda e duratura.

La cerimonia, protetta da una rigorosa segretezza, si svolgerà in una chiesetta di campagna, con la partecipazione di pochi testimoni: la figlia Irene di Chiara e l’amico Alberto “Alpo” Polita di Carlo. La celebrazione sarà accompagnata dalle note di un quartetto d’archi, creando un’atmosfera emozionante e intima. I dettagli, come l’abito e i doni per gli ospiti, sono stati curati con attenzione, grazie al sostegno di chi vuole bene alla coppia. La loro storia, nata da un’amicizia e arricchita da un momento di dolore, si chiude con un passo coraggioso verso un futuro condiviso. Un nuovo capitolo di vita, scritto con fiducia, rispetto e affetto.

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