Bernie Sanders ha ripresentato una proposta di legge per ridurre l’orario di lavoro standard da 40 a 32 ore a settimana, un tema che ha guadagnato nuova importanza nell’era dell’intelligenza artificiale. La proposta, avanzata insieme al deputato della California Mark Takano, mira a ridurre il carico di lavoro per i dipendenti non esenti, spingendo i datori di lavoro a pagare gli straordinari per le ore eccedenti o a ridurre gli orari. L’idea, che ha radici in una battaglia sindacale che va avanti da oltre un secolo, si colloca in un contesto in cui l’AI sta trasformando radicalmente la produttività e il modo in cui si concepisce il lavoro.
Un’idea che si rinnova con l’AI
Sanders ha sottolineato come l’AI e la robotica stiano radicalmente cambiando l’economia, e ha sostenuto che i benefici di questa tecnologia dovrebbero andare alle famiglie che lavorano, non solo ai miliardari. “In un momento in cui l’intelligenza artificiale e la robotica trasformeranno radicalmente la nostra economia, è fondamentale che i benefici finanziari derivanti da queste nuove tecnologie vadano alle famiglie che lavorano”, ha dichiarato. La proposta, che mira a introdurre un orario di lavoro più breve, è vista come un passo verso un equilibrio tra produttività e benessere dei lavoratori.
Un’analisi condotta in sei Paesi e cofirmata da sociologi del Boston College Wen Fan e Schor, insieme al gruppo di advocacy 4 Day Week Global, ha rivelato che quasi 2.900 lavoratori di 141 aziende hanno ridotto il proprio orario di lavoro di circa cinque ore a settimana. Dopo sei mesi, i partecipanti hanno segnalato livelli più bassi di burnout e miglioramenti nella salute fisica e mentale, nella soddisfazione lavorativa e nella capacità di svolgere il proprio lavoro. Questi dati supportano l’idea che una riduzione dell’orario non comprometta la produttività, ma possa anzi migliorarla.
Un’eredità che si rinnova
La battaglia per una riduzione dell’orario di lavoro ha radici molto antiche. Eugene V. Debs, leader sindacale e socialista, aveva sostenuto una giornata lavorativa di otto ore in un’epoca in cui gli americani lavoravano sei giorni alla settimana. Sanders, che ha sostenuto un uso responsabile dell’AI e ha recentemente chiesto una pausa nello sviluppo della tecnologia, ha visto in questa proposta un’opportunità per migliorare il benessere dei lavoratori. Il lavoro è cambiato radicalmente, è arrivato il momento che anche gli standard sul lavoro si adeguino.
La proposta arriva mentre le aziende si affrettano ad adottare l’AI generativa per produrre più lavoro con meno persone. Un’analisi del 2026 ha stimato che gli aumenti di produttività legati all’AI potrebbero consentire a 35 milioni di lavoratori statunitensi di passare a una settimana di 32 ore entro un decennio. Sanders ha sostenuto che questa riforma rappresenti il capitolo successivo di una battaglia sindacale che va avanti da oltre un secolo. La proposta, che è stata presentata inizialmente da Takano nel 2021, prevede un graduale passaggio a 32 ore settimanali, con un periodo di transizione di almeno sei mesi. I datori di lavoro potrebbero continuare a programmare settimane più lunghe, ma dovrebbero pagare gli straordinari e non ridurre la retribuzione o i benefit dei lavoratori. La legge introdurrebbe inoltre il pagamento degli straordinari dopo otto ore di lavoro in una singola giornata e una retribuzione doppia dopo le 12 ore.
La questione è se questi guadagni di efficienza si tradurranno in licenziamenti e maggiori profitti per le aziende oppure consentiranno ai dipendenti di recuperare una parte del proprio tempo. Il passaggio dagli esperimenti volontari condotti dalle singole aziende a uno standard federale sul lavoro rappresenterebbe comunque una sfida molto più ampia. La proposta è in discussione al Senato, dove il senatore della Louisiana Bill Cassidy ha espresso preoccupazioni per i possibili costi aggiuntivi per le aziende. Nonostante le resistenze, Sanders ha sottolineato che una settimana di lavoro di 32 ore potrebbe ridurre il livello di stress nel Paese.



